Il Tirreno

E si contesta l’investimento dell’Asl sui palmari: «Dirottiamo quei soldi per rinforzare il personale»

Il Comitato e un presepe-protesta

Daniele Meucci
Il presepe allestito dal Comitato pro-ospedale
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Il presepe allestito dal Comitato pro-ospedale

Il coordinatore Tinti: «Questa rappresentazione è il segno che siamo attivi»

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 CECINA. «Il Comitato va avanti, vigilando e controllando il funzionamento dell'ospedale». Parole di Alessandro Tinti, coordinatore del Comitato di don Reno, in occasione della presentazione del presepe caratterizzato sullo sfondo dalle foto della porta d'accesso del reparto di cardiologia.  Da un'idea di don Reno ecco il presepe realizzato da Marco Berrugi, Piero Raddino, Tullio Pistacchi, Jacopo Baldi, Luciana Di Milo e tutte le donne del comitato. Dietro a questa rappresentazione c'è l'attività che il Comitato svolge dalla sua nascita. «Ci stiamo battendo - dice Tinti - contro i disservizi per la riorganizzazione del nostro ospedale e questo presepe è il segno che siamo vivi. Finché non ci sarà il Piano attuativo locale navigheremo a vista, è come dire "costruiamo una casa senza un disegno"».  Comitato che contesta la volontà da parte dell'Asl «di spenderà 380mila euro» per dei palmari che collegheranno direttamente i medici alle nuove riorganizzazioni della medicina. «Perché in tempo di crisi - tuona Tinti - si spende questi soldi? Ci sarebbe la possibilità di mettere sullo stesso piano le nuove medicine A e B, spostando gli uffici dei medici e ripristinando i sei letti monitorati. In questo modo si risparmierebbero due rampe di scale ai medici che magari corrono da una medicina all'altra e non si incapperebbe in questa spesa inutile. Magari quei 380mila euro potrebbero essere investiti sulla carenza di personale».

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