Italia
Straziato da un camion della Rea
Alessandro De Gregorio
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Sergio Pelosini, la vittima Nelle altre immagini i vigili mentre eseguono gli accertamenti Vittima un novantenne in bici, agganciato e travolto in pieno giorno
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ROSIGNANO. Quando l'autista ha fermato il camion della spazzatura ormai era tardi. Accartocciata sotto le ruote c'era una bicicletta e, sparsi sulla strada, i pezzi di un uomo. Una scena orribile alla quale ha assistito un solo testimone, un ragazzino. L'autista è finito al pronto soccorso in stato di choc. La vittima si chiamava Sergio Pelosini, aveva 90 anni. Ex dipendente dello stabilimento Solvay, padre di due figli (Giancarlo e Giampiero), Pelosini era originario di Santa Luce. Abitava a Rosignano con la moglie Maria Danesi al numero 71 di via Quarnaro. Proprio a due passi da dove è morto. L'incidente infatti è avvenuto all'angolo tra via Buccari e via Salvador Allende. Erano le 15,30 circa. Stando alla ricostruzione ritenuta al momento la più plausibile, Pelosini era uscito di casa, aveva svoltato a sinistra in via Bartelloni e poi a destra, in via Buccari. Poi aveva proseguito verso l'angolo con via Allende. In via Buccari stava arrivando anche un automezzo della Rea, quelli che raccolgono i rifiuti dei cassonetti. Al volante il livornese Fabrizio D'Aniello, 55 anni. Camion e bici devono essere sopraggiunti più o meno insieme all'incrocio con via Allende, con la bici sulla destra rispetto al veicolo della Rea. All'angolo è successo qualcosa. I vigili urbani, intervenuti per i rilievi, stanno cercando di capire cosa. Fatto sta che la bici di Pelosini è stata agganciata dal camion e «inghiottita» dalle ruote. La bicicletta è rimasta incastrata là sotto. L'uomo invece è stato trascinato, schiacciato dalle ruote e straziato. Inutile dire che è morto sul colpo. L'autista deve essersene accorto solo a quel punto, dal rumore e dai sobbalzi. Ha frenato, è sceso e si è trovato davanti una scena terribile. Scena alla quale ha assistito un quindicenne che passava con lo scooter, pietrificato ma rimasto lì dove nel frattempo sono confluite decine e decine di persone. Quindi le ambulanze della Pubblica assistenza, le pattuglie dei vigili e della polizia, infine il medico legale David Forni. I resti di Pelosini sono stati coperti con lenzuola. D'Aniello è stato fatto salire su un'ambulanza, sedato e poi accompagnato al pronto soccorso di Cecina. I vigili a loro volta hanno fatto salire il giovane scooterista sul loro furgone e si sono fatti raccontare cosa ha visto. Verso le 18 il magistrato di turno, la dottoressa Fiorenza Marrara, ha autorizzato la rimozione della salma, ricomposta in qualche modo e trasferita all'obitorio di Marittimo. Qui il dottor Forni ha concluso l'esame esterno. Il camion e la bicicletta sono stati posti sotto sequestro.
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