Il Tirreno

IL PROCESSO

Morì nel cantiere, le conclusioni del perito di parte

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 CECINA. «Il piano sicurezza era troppo generico e la vittima non avrebbe dovuto essere lì». Lo ha detto il geometra Giuseppe Addonizio, consulente della difesa nel processo per la morte di Ademaro Dani, schiacciato da una fioriera durante i lavori di ampliamento dell'hotel Paradiso verde, a Marina di Bibbona. Era il 2 aprile 2009 e Dani, proprietario dell'albergo e committente dei lavori, morì per un errore di manovra del gruista (Giuseppe Pirrone, che aveva patteggiato un anno). Raffaele Mattiello, titolare della ditta di costruzioni Fe.Fa. che aveva in appalto i lavori, è accusato di omicidio colposo per aver subappaltato alcune opere alla Habitat di Pirrone senza dichiararlo al committente (Dani) e al direttore dei lavori e responsabile della sicurezza, l'ingegnere Luciano Lorenzini. Ieri davanti al giudice Elsa Iadaresta la difesa (avvocato Nando Bartolomei) ha proposto una diversa lettura attraverso il proprio consulente. «Intanto - ha detto il geometra Addonizio - chi ha redatto il piano della sicurezza non aveva chiare le idee o aveva fretta». Sulla presenza di Dani nel cantiere Addonizio ha aggiunto che «il proprietario non può dare disposizioni tecniche e la sua presenza è giustificata solo insieme a quella del coordinatore». L'udienza è stata rinviata al 18 gennaio.

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