Toscana
Per il tribunale non furono loro i responsabili della morte dello scooterista Francesco Profeti
Morì in scooter a causa del ghiaccioAssolti i cantonieri della Provincia
Ma il caso non è chiuso: il giudice, dopo aver scagionato con formula piena i due operai, ha rimesso gli atti alla Procura, che ora dovrà attivarsi per procedere contro altri soggetti
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Assolti con formula piena dall'accusa di omicidio colposo due dipendenti della Provincia di Pisa per la morte di Francesco Profeti, il rosignanese di 31 anni che il 4 gennaio 2009 cadde con la Vespa in via Piano della Tora a Lorenzana, dopo essere scivolato su una lastra di ghiaccio, e morì all'ospedale. Alla luce di quanto emerso dal dibattimento, il giudice Cipolletta ha disposto la remissione degli atti alla procura di Pisa affinché proceda contro altri soggetti, per cui è lecito aspettarsi una prosecuzione della vicenda contro chi effettivamente potrebbe avere responsabilità nell'incidente.
Gli imputati Silvia Salvatorini (cantoniere) e Giuseppe Maltese (responsabile di distretto), difesi dall'avvocato Alessio Bertola, avevano l'obbligo di vigilare sulle condizioni delle strade loro affidate, tra cui la via dove si verificò l'incidente. Secondo l'accusa «non avrebbero adempiuto alle loro incombenze - spiega l'avvocato - non essendosi accorti che nei giorni precedenti il 4 gennaio c'era stata una perdita di acqua, che nella notte tra il 3 e il 4 si era ghiacciata producendo una lastra di circa 12 metri che causò la caduta di Profeti».
Il dibattimento davanti al Tribunale di Pisa ha permesso di ricostruire la vicenda. «L'unica certezza - dice l'avvocato - è data da una segnalazione di perdita d'acqua in quel punto pervenuta al call center di Acque spa alle 14.30 circa di sabato 3 gennaio, passata dal call center al tecnico in servizio, il quale tuttavia non ritenne di dover intervenire né di avvisare alcuno. La presenza della perdita di acqua nei giorni precedenti il 3 gennaio è stata esclusa da tutti i testi con l'unica eccezione di tre, che tuttavia hanno riferito in modo assai vago della perdita anche nei giorni precedenti entrando in contraddizione tra loro». «Inoltre - sottolinea ancora il legale - Salvatorini era stata in servizio su quel tratto solo il 2 e il 3 gennaio dalle 7.30 alle 13.30, poiché stava sostituendo una collega in ferie; Maltese solo il 3 perché prima si trovava anche lui in ferie. Quindi, quando è pervenuta la chiamata al call center di Acque, Maltese e Salvatorini erano fuori servizio ormai da circa un'ora. Pertanto non avevano potuto vedere la perdita d'acqua poiché al momento dei loro passaggi, sabato 3 gennaio alle 10,30-11 circa, questa non c'era ancora e la strada appariva asciutta. In quel momento le condizioni di viabilità erano assolutamente normali, quindi nessun addebito di colpa può essere mosso a Maltese e Salvatorini».
Gli imputati Silvia Salvatorini (cantoniere) e Giuseppe Maltese (responsabile di distretto), difesi dall'avvocato Alessio Bertola, avevano l'obbligo di vigilare sulle condizioni delle strade loro affidate, tra cui la via dove si verificò l'incidente. Secondo l'accusa «non avrebbero adempiuto alle loro incombenze - spiega l'avvocato - non essendosi accorti che nei giorni precedenti il 4 gennaio c'era stata una perdita di acqua, che nella notte tra il 3 e il 4 si era ghiacciata producendo una lastra di circa 12 metri che causò la caduta di Profeti».
Il dibattimento davanti al Tribunale di Pisa ha permesso di ricostruire la vicenda. «L'unica certezza - dice l'avvocato - è data da una segnalazione di perdita d'acqua in quel punto pervenuta al call center di Acque spa alle 14.30 circa di sabato 3 gennaio, passata dal call center al tecnico in servizio, il quale tuttavia non ritenne di dover intervenire né di avvisare alcuno. La presenza della perdita di acqua nei giorni precedenti il 3 gennaio è stata esclusa da tutti i testi con l'unica eccezione di tre, che tuttavia hanno riferito in modo assai vago della perdita anche nei giorni precedenti entrando in contraddizione tra loro». «Inoltre - sottolinea ancora il legale - Salvatorini era stata in servizio su quel tratto solo il 2 e il 3 gennaio dalle 7.30 alle 13.30, poiché stava sostituendo una collega in ferie; Maltese solo il 3 perché prima si trovava anche lui in ferie. Quindi, quando è pervenuta la chiamata al call center di Acque, Maltese e Salvatorini erano fuori servizio ormai da circa un'ora. Pertanto non avevano potuto vedere la perdita d'acqua poiché al momento dei loro passaggi, sabato 3 gennaio alle 10,30-11 circa, questa non c'era ancora e la strada appariva asciutta. In quel momento le condizioni di viabilità erano assolutamente normali, quindi nessun addebito di colpa può essere mosso a Maltese e Salvatorini».
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