Il Tirreno

È un esercito di nuovi poveri

Alessandra Bernardeschi
La mensa dell’Oasi Emilia e sotto Cercignani e Conforti della Sorgente del Villaggio
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La mensa dell’Oasi Emilia e sotto Cercignani e Conforti della Sorgente del Villaggio

In questo mese altre 20 famiglie si sono rivolte alla Sorgente del Villaggio

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 CASTIGLIONCELLO. Aumentano di giorno in giorno le richieste di aiuto delle famiglie che si rivolgono alla Sorgente del Villaggio. Una situazione che la stessa coordinatrice Rossella Conforti, definisce "da brividi". Soprattutto se si analizzano gli ultimi dati.  «Se fino a pochi mesi fa la povertà colpiva soprattutto gli anziani che vivevano soli - continua Conforti - adesso alla già lunga lista si aggiungono famiglie di giovani composte per lo più da trentenni, tutte residenti nel territorio comunale e tutte segnalate dai servizi sociali. Si tratta di persone che, con la crisi, hanno perso il lavoro e che non ce la fanno più a comperare i pannolini o il latte per i propri figli».  I dati sono impietosi: «Nei primi quindici giorni di dicembre abbiamo dovuto aggiungere alle nostra già lunga lista ben venti famiglie. Solo sabato scorso ci sono arrivati fax da parte del servizio di assistenza sociale per seguire nuove quattro famiglie. Una situazione da brivido soprattutto perché non abbiamo risorse aggiuntive. Si tratta di giovani che, non avendo un lavoro, non sanno come tirare avanti. E il numero non potrà che aumentare».  I nuovi poveri «sono quelli della porta accanto, quelli che hanno figli che vanno a scuola - continua Conforti - della cui situazione il più delle volte non sappiamo niente perché hanno pudore a raccontare ciò che stanno attraversando». Poi, pian piano si sciolgono». Ma l'impoverimento colpisce anche chi povero lo era già: «in dieci mesi, ossia fino ad ottobre, abbiamo distribuito 2000 pacchi viveri a 100 famiglie». Fatti due conti a fine dicembre la Sorgente del Villaggio avrà distribuito 2400 pacchi. «Si tratta dello stesso numero dello scorso anno eppure una differenza c'è - continua la responsabile dell'associazione - infatti fino al 2008 i pacchi venivano distribuiti una volta a settimana, poi siamo passati ad una volta ogni quindici giorni. Ebbene, adesso, ci sono famiglie che proprio non ce la fanno a mangiare e dunque, almeno per una certa fascia, dovremmo tornare alla distribuzione settimanale. Ma le risorse sono poche».

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