Il Tirreno

In mille per Matteo striscione e applausi davanti allo stadio

Alessandro Bientinesi
In mille per Matteo striscione e applausi davanti allo stadio

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ROSIGNANO. Mamma Alessandra non toglie mai lo sguardo dal suo Matteo. In silenzio guarda quella bara bianca dove è appoggiata una sciarpa del Rosignano calcio e una corona di fiori. Si volta indietro solo una volta, quando la lunga processione di quasi mille persone si ferma all'ingresso dello stadio Ernesto Solvay. In alto sulla tribuna il vento muove un drappo bianco: "Ti ricorderemo sempre con quel magnifico sorriso che ogni giorno riuscivi a regalarci. Ciao Matte". Come i genitori anche i parenti, tutti i compagni di squadra, gli ex allenatori, gli amici o anche i semplici conoscenti si voltano a guardare quel drappo mosso dal vento. E a rompere un silenzio carico di emozione un primo lungo applauso come un abbraccio, tra la scuola e lo stadio, a Matteo Bianchi, scomparso a 14 anni dopo una lunga malattia.  Il corteo funebre prende il via ieri intorno alle 14,20 dalla casa di via Fratelli Cairoli. A precedere Matteo una decina di amici, per la maggior parte compagni di scuola e di squadra, ognuno con un mazzo di fiori in mano. Subito dietro il carro funebre dell'associazione Mutuo soccorso rosignanese, poi papà Alberto e mamma Alessandra che ricevono gli abbracci di Lorenzo, più che un cugino un fratello maggiore per Matteo. E poi tanti giovani che accompagnano l'amico fino alla chiesa di Santa Croce. Allo stadio l'unica sosta della processione e il primo applauso. Il corteo, poi, si snoda lungo via Buccari e una volta arrivato sul sagrato della chiesa di Santa Croce altre centinaia di persone accolgono Matteo con un secondo applauso. Oltre mille, tanto da gremire in ogni ordine di posti la chiesa e tutto il sagrato antistante Santa Croce. «È difficile spiegare con parole terrene il motivo per il quale siamo qui oggi - dice don Pio Maioli all'inizio del funerale - ma dobbiamo vedere la vita di Matteo come un dono che tutte le persone che sono qui oggi hanno ricevuto. Ogni giorno della vita di Matteo è stato un suo dono per noi. Un regalo che non finisce oggi ma continuerà a vivere in ognuno di noi». Un regalo, proprio come quel sorriso che Matteo ha sempre dispensato a tutti anche nei momenti più difficili della sua malattia. I suoi amici si abbracciano, si guardano in silenzio come a cercare una risposta negli occhi degli altri, un perché a questa scomparsa prematura.  All'uscita dalla chiesa mamma Alessandra stringe ancora Lorenzo. L'emozione è enorme, rotta da un ultimo applauso. I coetanei di Matteo non riescono più a contenere le lacrime, piangono e si abbracciano. Tornati a casa, poi, continuano a lasciare i lori messaggi su Facebook, dei quali uno, di Martina, coglie in pieno il senso delle parole di don Pio Maioli: "Non ho mai avuto parole per descrivere la tua grandezza. L'unica cosa che sento di dirti col cuore è un semplice grazie, per avermi aperto gli occhi su come vivere la vita. Spero che tante delle persone che hanno avuto l'onore di conoscerti si rendano conto che sei un esempio da prendere, e che così facendo tu sarai sempre in ognuno di loro, di noi! Un bacio bellissimo".

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