Il dolore
Gesù, il bue e l'asinello... in ospedale
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Il presepe allestito dal comitato pro ospedaleEcco l'inedito presepe del comitato di don Reno
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CECINA. La Sacra Famiglia, il bue, l'asinello, qualche pastore e l'ospedale di Cecina. Un accoppiamento surreale, curioso, quasi impossibile, se non si trattasse di un presepe. La navità ambientata nel predisio di via Montanara si trova in pieno centro nell'area pedonale davanti al duomo. È l'ultima iniziativa del comitato Pro ospedale. E l'animatore del movimento cittadino, don Reno Pisaneschi, ci ha voluto mettere lo zampino con una frase. Si trova in calce ad un pannello, davanti ai pastorelli in adorazione. «Difendiamo i diritti dei sofferenti, i più cari amici di Cristo. E saremo uomini veri». E poi l'autografo del prete a capo del comitato. Il colpo è arrivato un po' a sorpresa e ha sortito l'effetto sperato: il presepe sta attirando la curiosità dei passanti. I primi personaggi sono stati piazzati davanti alla chiesa già da lunedì sera. Ma l'opera non è completa, «in realtà manca ancora qualche elemento - dice Alessandro Tinti - ce lo dovrebbero consegnare venerdì. E vi assicuro che sarà la ciliegina sulla torta». C'è chi sostiene che il presepe, secondo il primo progetto, avrebbe dovuto essere più graffiante riproducendo le facce dei politici locali e regionali al posto di quelle classiche. Un po' come era accaduto con il cartello delle tre scimmiette esibito durante la manifestazione del 22 ottobre scorso. Sopra lo slogan "Non vedo, non sento, non parlo" invece delle solite tre scimmiette riportava le facce di Enrico Rossi, Monica Calamai e Daniela Scaramuccia. I responsabili del movimento civico che quasi due mesi fa sono riusciti a portare in piazza 4mila cittadini e a trascinarsi dietro tutte le fasce tricolore della Bassa val di Cecina avrebbero preferito aspettare fino a sabato per svelare l'iniziativa. «Per quel giorno - dice Tinti - metteremo in piedi una presentazione ufficiale. Non ci sarà solo il presepe ambientato nell'ospedale ma anche tante nuove bandiere». Sono quelle che sventolano ancora dalle finestre di molti edifici cecinesi e che - a quanto pare - sono destinate ad aumentare. C'è chi dice che le "pie donne del comitato", quel gruppo di attiviste che ha combattutto a colpi di ago e di filo non si siano mai fermate. «Fermarsi? Neanche per sogno - dice Tinti - in questi mesi siamo stati attivi. Anche dopo la manifestazione il comitato non si è mai arrestato. Anzi, lavoriamo molto». A riprova c'è quanto aveva sostenuto don Reno alla presentazione della "Serata del cuore" organizzata il 25 novembre scorso, ossia che le firme in favore dell'ospedale non siano ferme a quota 17mila ma in costante aumento.
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