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Va in scena la protesta
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La protesta. Gli attori dell artimbanco col comitato Pro De Filippo durante la mobilitazione di domenica al teatro Mobilitazione di artisti per il De Filippo
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CECINA. Mobilitazione flash in strada davanti al teatro, fra la curiosita del pubblico pagante che sta per entrare allo spettacolo. E' qui che il comitato per il pieno recupero del De Filippo improvvisa una scena di protesta mentre il pubblico sfila per entrare ad assistere allo spettacolo di cartellone. «Il cittadino di Cecina di un teatro nuovo abbisogna, questo De Filippo è una vergogna!», cantavano così in coro un gruppo di almeno cinquanta persone accorse per sensibilizzare i cecinesi sul problema del nostro teatro comunale. Già alle 20,30 di domenica sera il gruppo si era disposto davanti alle porte laterali che, in assenza ormai da due anni dell'ingresso principale a causa di problemi strutturali, sono di fatto il passaggio per l'entrata nella sala. Ed ecco che man mano che gli spettatori si presentavano per entrare trovavano schierato il gruppo dei «coreuti» che intonavano (alla maniera del celebre film di Monicelli "Amici miei") lo slogan di protesta. In realtà il gruppo era guidato da Marco Leone direttore dell'Artimbanco, la scuola comunale di teatro, il quale ad ampi gesti segnava i tempi del coro. Da una parte i soprani - le donne - dall'altra i baritoni - gli uomini. In buona sostanza il grosso dei partecipanti alla protesta era costituito dal personale dell'Artimbanco. Si distinguevano gli attori, da Elena Pieri ad Angela Gherardi, a Giovanni Rindi, a Serena Bertini, insieme a Carlo Rotelli, presidente della scuola. Ma si segnalava in particolare il canto "lirico" di Rosteni e di Collaveri. Inoltre presenze significative del mondo della scuola e delle arti. Insomma il nucleo del comitato accompagnato da cittadini che hanno sentito il bisogno di manifestare la loro insoddisfazione per le condizioni in cui è mantenuto e gestito il teatro comunale. Gli spettatori che sostavano ad ascoltare hanno spesso applaudito e solidarizzato con la protesta del comitato. Molti si sono soffermati anche a parlare e discutere col coro. Leone al termine della performance ha ringraziato tutti: gli intervenuti alla protesta e le persone che si sono soffermate dando il loro sostegno. «Noi non vogliamo certo abolire il De Filippo - ha precisato lo stesso direttore dell'Artimbanco - tutt'altro. Anzi vogliamo contribuire a salvarlo, a restituirlo ad una vita culturale degna del suo nome. Obiettivo: una pieno recupero della struttura ed una sua piena agibilità durante l'anno».
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