Gioco
Iniziarono quasi per gioco ora sono tra i big delle applicazioni Apple
Chiara Castaldi
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Matteo Morelli e Andrea Mori e, a fianco un modello di i-phone Due studenti universitari rosignanesi hanno fondato una società Tanto lavoro e guadagni super. «Abbiamo lasciato gli studi»
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ROSIGNANO. Con il nuovo "iNotiziario" sono balzati, in appena una settimana, di nuovo in cima alle classifiche delle applicazioni Apple più scaricate: sono terzi a 4784. Ma per loro, Matteo Morelli e Andrea Mori i creatori del "Calcolone" che imperversò a marzo sugli Iphone, è un dettaglio. Adesso che la loro passione è diventata un vero e proprio lavoro. A meno di un anno di distanza infatti, ritroviamo i due studenti 22enni col pallino dell'informatica, giovani imprenditori titolari di una società da poco registrata, la "Innero", con una sede operativa in fase di allestimento, tanti progetti e idee per il futuro, e un occhio al mercato estero. INotiziario. La nuova applicazione raccoglie svariate forme e fonti di notizie che viaggino sul web, dalle prime pagine delle testate italiane ed estere, alle agenzie di notizie, ai telegiornali Rai in streaming, alle video notizie più ciccate. «Il programma - dice Morelli - consente di consultare 150-200 pagine e raccoglie una cinquantina di fonti. Abbiamo inserito anche oroscopo, guida tv, collegamenti al televideo e meteo. Sarà scaricabile anche si IPad. Rispetto ad altre applicazioni simili in circolazione, raccoglie una gamma molto più vasta di collegamenti. Costa 79 centesimi, dei quali a noi va il 70%. In pratica guadagniamo 48 centesimi al lordo per ogni applicazione scaricata». Facendo i conti, significa poco meno di 2300 euro in una settimana, per un prodotto realizzato «in un mese-un mese e mezzo - come afferma Matteo; ci abbiamo dedicandoci più tempo e cura rispetto al Calcolone». Programma che invece ha fruttato ai due oltre 46mila euro in circa 10 mesi. Innero. Soldi con i quali Andrea e Matteo hanno creato la loro società la Innero Snc. «Oltre ai soldi del Calcolone - dice Matteo - contiamo su dei finanziamenti di un bando europeo per l'imprenditoria giovanile. Abbiamo registrato il marchio ed entro la fine del mese apriremo la sede in un fondo sull'Aurelia al numero 266, al primo piano. È stata scelta - prosegue - dettata anche dall'esigenza di ricevere i clienti che in una sede adeguata. Dopo l'exploit del Calcolone infatti, abbiamo ricevuto molti contatti e offerte». Un meccanismo al quale in parte abbiamo contribuito. Fu il nostro giornale infatti, a diffondere la notizia dell'impresa dei due giovani studenti di Rosignano, ripresa poi da altre testate nazionali e da altri mezzi di comunicazione. Una visibilità che ha valso ai due diversi contatti, fra cui quello del presidente della sezione giovanile di Confindustria di Firenze: «Ci ha proposto - racconta Matteo - di collaborare con lui, che possiede una società che organizza eventi per grosse aziende di livello anche internazionale. Molti ci hanno chiamato - prosegue Morelli - anche per curare il loro siti web, dato che ci dedichiamo anche a questo settore». Addio università. Tutto questo è costato ai due una scelta difficile: abbandonare gli studi all'università di Pisa, ingegneria per Matteo, Fisica per Andrea. «Personalmente - dichiara Matteo - mi è dispiaciuto, ma è stata una scelta obbligata. Portare avanti le due cose insieme era impossibile. Non voglio screditare l'università - aggiunge - ma vedevo che, almeno per certe cose, io ne so molto di più dei miei compagni di università». Germania mon amour. «Sto pensando - dice Matteo - di fare un'esperienza all'estero, di andare a vedere che aria tira in Germania; la mia ragazza è per metà tedesca e spesso passa dei periodi là; anch'io ci sono stato; le cose sono molto diverse da qui, il settore dell'informatica è in pieno sviluppo e poi si dà molta più fiducia ai giovani». Progetti. «Stiamo lavorando - rivela Matteo - a una applicazione pensata per i ristoranti, questa volta non per la Apple. Il mondo dell'informatica è in continua evoluzione. Oggi ci sei e domani non lo sai, quindi non vogliamo puntare tutto su questa casa, oggi per esempio anche Android, il sistema di applicazioni di Google va forte, e poi vogliamo fare qualcosa che sia tutto nostro».
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