Attenzione
Haccompagnami e Anpi contro la manovra
I genitori di figli con handicap chiedono una deroga sulle loro pensioni
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ROSIGNANO. Haccompagnami e Anpi. Due associazioni diverse tra loro, ma unite contro alcuni elementi della manovra-Monti. Nel caso di Haccompagnami, la onlus presieduta da Barbara Rossi si è fatta promotrice della protesta dei genitori di figli con grave handicap inviando una lettera al senatore Marco Filippi e alla parlamentare Silvia Velo. Il caso finirà in consiglio comunale. Haccompagnami. La protesta verte sul trattamento pensionistico. «Siamo genitori di figli in situazione di handicap grave - dice la lettera "patrocinata" da Haccompagnami - e nel corso di questi anni abbiamo fruito dei permessi ai sensi della legge 104/92 (3 giorni al mese), nonché del congedo ai sensi della legge 53/2000. Entrambi gli istituti sono stati provvidenziali».
Tuttavia, con il passare degli anni «i bisogni delle persone in situazione di handicap grave aumentano dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Per questo motivo le associazioni di categoria si sono fatte promotrici di iniziative legislative tese ad ottenere la possibilità di prepensionamento per quei genitori che scelgono di continuare a prendersi cura dei propri figli disabili anziché optare per la loro istituzionalizzazione». La lettera-sfogo prosegue. «Lo Stato, con un decreto legge convertito in legge il 6 agosto 2008 ha previsto la possibilità di prepensionamento ma solo per gli anni 2009, 2010, 2011 per coloro che avevano i requisiti allora vigenti di "quota 96"». E si arriva al nocciolo della questione. «Nel decreto-Monti nel capitolo IVº (riduzioni di spesa. Pensioni) all'articolo 24 non abbiamo riscontrato alcuna deroga a favore dei genitori con figli in situazione di handicap grave ad eccezione del comma 10 punto E per coloro che... "hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui all'articolo 72 comma 1 del decreto legge 25 giugno». E allora i genitori di Haccompagnami «chiedono un emendamento che tuteli i genitori con figli in situazione di handicap grave, non tanto estendendo oltre il 2011 i benefici previsti dal decreto legge 112, bensì consentendo ai genitori con figli in situazione di handicap grave, di continuare ad andare in pensione con quota 96, in deroga al decreto Salva Italia».
Anpi. Per l'Anpi serve dare maggiore equità alla manovra. E l'intervento della sezione rosignanese parte delle parole del presidente nazionale Carlo Smuraglia, che invocava a Monti i concetti di rigore ed equità. «Oggi che i contenuti della manovra sono stati illustrati - spiega Giacomo Luppichini dell'Anpi - non è fuori luogo interrogarsi se i criteri di rigore e equità sono stati rispettati nella manovra. Non pare che sia così, almeno per due aspetti fondamentali: l'intervento sulle Province e sulle Circoscrizioni e la questione delle spese militari».
Sul primo punto «riteniamo criticabile che un'operazione avvenga con un provvedimento legislativo al limite della Costituzione come quello di sciogliere le giunte provinciali sostituendole con un consiglio di 10 membri nominati dai comuni. Né si capisce perché i presidenti di circoscrizione non debbano percepire alcun compenso quando questi enti in alcune realtà amministrano comunità di centinaia di migliaia di abitanti». Sulle spese militari «facciamo notare che gli ammodernamenti previsti per l'aereonautica sono stimati nell'ordine di 20-25 miliardi, una cifra quasi pari alla manovra proposta stimata in 30 miliardi». Per l'Anpi «anche i contenuti sociali della manovra e in particolare il mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita unito all'assenza di interventi significativi sui grandi patrimoni, non possono lasciarci indifferenti e non ci sembra di ravvisare in essa quel forte connotato di socialità e solidarietà che ci sta particolarmente a cuore».
Tuttavia, con il passare degli anni «i bisogni delle persone in situazione di handicap grave aumentano dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Per questo motivo le associazioni di categoria si sono fatte promotrici di iniziative legislative tese ad ottenere la possibilità di prepensionamento per quei genitori che scelgono di continuare a prendersi cura dei propri figli disabili anziché optare per la loro istituzionalizzazione». La lettera-sfogo prosegue. «Lo Stato, con un decreto legge convertito in legge il 6 agosto 2008 ha previsto la possibilità di prepensionamento ma solo per gli anni 2009, 2010, 2011 per coloro che avevano i requisiti allora vigenti di "quota 96"». E si arriva al nocciolo della questione. «Nel decreto-Monti nel capitolo IVº (riduzioni di spesa. Pensioni) all'articolo 24 non abbiamo riscontrato alcuna deroga a favore dei genitori con figli in situazione di handicap grave ad eccezione del comma 10 punto E per coloro che... "hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui all'articolo 72 comma 1 del decreto legge 25 giugno». E allora i genitori di Haccompagnami «chiedono un emendamento che tuteli i genitori con figli in situazione di handicap grave, non tanto estendendo oltre il 2011 i benefici previsti dal decreto legge 112, bensì consentendo ai genitori con figli in situazione di handicap grave, di continuare ad andare in pensione con quota 96, in deroga al decreto Salva Italia».
Anpi. Per l'Anpi serve dare maggiore equità alla manovra. E l'intervento della sezione rosignanese parte delle parole del presidente nazionale Carlo Smuraglia, che invocava a Monti i concetti di rigore ed equità. «Oggi che i contenuti della manovra sono stati illustrati - spiega Giacomo Luppichini dell'Anpi - non è fuori luogo interrogarsi se i criteri di rigore e equità sono stati rispettati nella manovra. Non pare che sia così, almeno per due aspetti fondamentali: l'intervento sulle Province e sulle Circoscrizioni e la questione delle spese militari».
Sul primo punto «riteniamo criticabile che un'operazione avvenga con un provvedimento legislativo al limite della Costituzione come quello di sciogliere le giunte provinciali sostituendole con un consiglio di 10 membri nominati dai comuni. Né si capisce perché i presidenti di circoscrizione non debbano percepire alcun compenso quando questi enti in alcune realtà amministrano comunità di centinaia di migliaia di abitanti». Sulle spese militari «facciamo notare che gli ammodernamenti previsti per l'aereonautica sono stimati nell'ordine di 20-25 miliardi, una cifra quasi pari alla manovra proposta stimata in 30 miliardi». Per l'Anpi «anche i contenuti sociali della manovra e in particolare il mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita unito all'assenza di interventi significativi sui grandi patrimoni, non possono lasciarci indifferenti e non ci sembra di ravvisare in essa quel forte connotato di socialità e solidarietà che ci sta particolarmente a cuore».
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