Il dolore
Arrivano le lettere di Equitalia
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Gente allo sportello del CupNatale amaro per chi non ha disdetto la visita
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CECINA. Se avete prenotato una visita tramite il Cup e non vi siete presentati all'appuntamento senza disdire, nella vostra cassetta della posta potreste trovare un amaro regalo di Natale. Partiranno a breve le lettere - spedite da Equitalia - per la riscossione dei crediti relativi alle mancate disdette. Questo perché nelle casse dell'azienda di Monterotondo mancano diverse decine di migliaia di euro, così «visto il volume dei crediti maturati relativi a diverse annualità» è stato deciso di dare mandato all'ormai famosa agenzia di riscossione. Chi non salda il conto rischia il pignoramento dei mobili, della tv o di altri beni.
Visite disertate. In media, le richieste di pagamento che partono da Equitalia sono cinquecento ogni sei mesi, per importi che raggiungono circa i 20mila euro. «La misura non è punitiva - scrive l'Asl in una nota - ma cerca di limitare un fenomeno che impedisce ad altri cittadini di usufruire delle prestazioni, allungando i tempi di attesa e determinando uno spreco di risorse». Inoltre l'azienda sanitaria spiega che il cosiddetto "malum" «non può più essere giustificato e quindi non pagato per motivi legati all'età e al reddito». Nell'occhio del ciclone non c'è solo chi non si è presentato all'appuntamento ma anche chi non ha saldato il dovuto per il ticket sanitario. Anche in questo caso, l'Asl fa sapere che il mandato a Equitalia è solo la parte terminale di un percorso già intrapreso da tempo. Infatti prima dell'ingiunzione di pagamento da parte dell'agenzia partono le richieste dagli uffici amministrativi dell'azienda sanitaria. Chi non risponde viene poi contattato da Equitalia. Quali sono le spese da richiedere ai debitori? Ammontano a 10 euro per i crediti fino a 100 euro e arrivano a 40 euro per crediti superiori ai 500 euro, «salvo eventuale adeguamento».
Istituti pubblici nel mirino. Anche le scuole - e gli enti pubblici in generale - sono nel mirino dell'Asl. In questo caso è "guerra tra poveri", tra istituzioni che in questo momento non navigano nell'oro. E a metterci lo zampino è sempre Equitalia. Dal 2008, con la rivoluzione Brunetta, è scattato l'obbligo della visita fiscale già al primo giorno di malattia del dipendente pubblico. È accaduto però che, in questi anni, l'ente pubblico abbia contattato il medico legale dell'Asl per la visita, che il dottore sia andato a casa del malato per l'accertamento (costa dai 21 ai 35 euro a seconda del giorno e della distanza che si deve percorrere) ma che l'azienda sanitaria non abbia visto corrisposto il servizio da parte di scuole e altre istituzioni. Anche in questo caso mancano migliaia di euro in cassa.
E c'è il rischio che entri in gioco Equitalia. A essere pignorate, in questo caso, sarebbero le lavagne, i computer e i banchi. La Regione Toscana ha stimato che nella sola provincia di Livorno manchino all'appello 156mila euro (sono 2 milioni in tutto il Granducato). Stando ai dati forniti dall'Asl 6, all'11 novembre scorso in Bassa val di Cecina mancavano all'appello diverse risorse (quasi quattromila euro). Tra le scuole che devono ancora saldare il conto c'è l'istituto Griselli di Montescudaio (758,54 euro), il Iº Circolo di Rosignano (898,16 euro), l'Isis Mattei (620,65 euro) e l'Isis Polo-Cattaneo (516,70 euro).
Visite disertate. In media, le richieste di pagamento che partono da Equitalia sono cinquecento ogni sei mesi, per importi che raggiungono circa i 20mila euro. «La misura non è punitiva - scrive l'Asl in una nota - ma cerca di limitare un fenomeno che impedisce ad altri cittadini di usufruire delle prestazioni, allungando i tempi di attesa e determinando uno spreco di risorse». Inoltre l'azienda sanitaria spiega che il cosiddetto "malum" «non può più essere giustificato e quindi non pagato per motivi legati all'età e al reddito». Nell'occhio del ciclone non c'è solo chi non si è presentato all'appuntamento ma anche chi non ha saldato il dovuto per il ticket sanitario. Anche in questo caso, l'Asl fa sapere che il mandato a Equitalia è solo la parte terminale di un percorso già intrapreso da tempo. Infatti prima dell'ingiunzione di pagamento da parte dell'agenzia partono le richieste dagli uffici amministrativi dell'azienda sanitaria. Chi non risponde viene poi contattato da Equitalia. Quali sono le spese da richiedere ai debitori? Ammontano a 10 euro per i crediti fino a 100 euro e arrivano a 40 euro per crediti superiori ai 500 euro, «salvo eventuale adeguamento».
Istituti pubblici nel mirino. Anche le scuole - e gli enti pubblici in generale - sono nel mirino dell'Asl. In questo caso è "guerra tra poveri", tra istituzioni che in questo momento non navigano nell'oro. E a metterci lo zampino è sempre Equitalia. Dal 2008, con la rivoluzione Brunetta, è scattato l'obbligo della visita fiscale già al primo giorno di malattia del dipendente pubblico. È accaduto però che, in questi anni, l'ente pubblico abbia contattato il medico legale dell'Asl per la visita, che il dottore sia andato a casa del malato per l'accertamento (costa dai 21 ai 35 euro a seconda del giorno e della distanza che si deve percorrere) ma che l'azienda sanitaria non abbia visto corrisposto il servizio da parte di scuole e altre istituzioni. Anche in questo caso mancano migliaia di euro in cassa.
E c'è il rischio che entri in gioco Equitalia. A essere pignorate, in questo caso, sarebbero le lavagne, i computer e i banchi. La Regione Toscana ha stimato che nella sola provincia di Livorno manchino all'appello 156mila euro (sono 2 milioni in tutto il Granducato). Stando ai dati forniti dall'Asl 6, all'11 novembre scorso in Bassa val di Cecina mancavano all'appello diverse risorse (quasi quattromila euro). Tra le scuole che devono ancora saldare il conto c'è l'istituto Griselli di Montescudaio (758,54 euro), il Iº Circolo di Rosignano (898,16 euro), l'Isis Mattei (620,65 euro) e l'Isis Polo-Cattaneo (516,70 euro).
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