Finanza
«Ditemelo in un confronto pubblico»
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Riccardo Del Ghianda, il dipendente comunale sotto inchiestaAssenteismo: Del Ghianda sfida sindaco e segretario Pd
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ROSIGNANO. Bolla il comportamento del sindaco come «puerile e vergognoso», dà dell'arrogante al segretario Pd e li sfida a un confronto pubblico. Torna alla carica Riccardo Del Ghianda, il dipendente comunale sotto inchiesta per assenteismo e peculato (uso delle auto comunali a fini privati) in concorso con la direttrice del museo archeologico Edina Regoli. Giorni fa Del Ghianda aveva sostenuto di essere vittima di una vendetta del Pd, che lui aveva lasciato in polemica per la gestione dei rifiuti, della Rea e dello stesso partito da lui definito «un comitato di affari». Il sindaco Alessandro Franchi sul "Tirreno" si era limitato a un no comment, mentre sul proprio profilo facebook aveva scritto: «Ci sono persone che invece di giustificare i loro comportamenti e rispondere dei fatti contestati dalla magistratura, attaccano in maniera del tutto sconclusionata e inaccettabile altre persone e altri soggetti. Ma dov'è finita l'etica, la morale, la dignità?». Fabrizio Bagnoli a sua volta aveva liquidato la faccenda dicendo di non voler «scendere su questi livelli, il territorio ha problemi più importanti». «Solo a parole - dice Del Ghianda - il sindaco e il segretario Pd dichiarano di non intervenire dando fiducia alla magistratura. Anch'io ho fiducia, altrimenti non avrei fatto ricorso contro il provvedimento che mi riguarda». Il provvedimento è l'ordinanza di interdizione dai pubblici uffici firmata dal gip Pirato. Il responsabile dell'ufficio cultura Vincenzo Brogi l'ha resa effettiva in questi giorni. Del Ghianda e Regoli sono sospesi fino ad anno nuovo. E' in corso anche una procedura interna della commissione disciplinare. Contro l'ordinanza gli avvocati Marco Caradonna e Alberto Uccelli hanno fatto ricorso. Del Ghianda insiste: «Mi rivolgo al signor Franchi in qualità di assessore alla cultura e non di sindaco, per la cui carica ho troppo rispetto. Mi sarei aspettato una difesa in merito al lavoro svolto fino a poco tempo fa. Invece di fare insinuazioni su facebook avrebbe fatto meglio a intervenire nelle sedi opportune per chiarire il tipo di lavoro e l'operato dei dipendenti del comparto cultura. E non venga a dire che non sapeva della lettera anonima e delle indagini in corso, lo avevo informato attraverso i canali istituzionali. Non entro in polemica perché arrecherei solo danno all'immagine del Comune che mi ha dato da vivere per trent'anni. A differenza di altri distinguo tra il ruolo privato e quello pubblico e non mi sogno di usare facebook per esprimermi, sono abituato a farlo direttamente. Se è vero quanto è riportato dal "Tirreno" (il post è ancora lì, ndr), il comportamento sarebbe veramente puerile e vergognoso. Con i sindaci di oltre dieci anni fa questo non sarebbe successo, si assumevano le proprie responsabilità dimostrando un'etica che oggi non c'è più, avrebbero utilizzato la dialettica politica e non quell'atteggiamento subdolo che ha dato spazio a una denuncia anonima». «Inoltre - aggiunge Del Ghianda - Bagnoli non si può permettere di darmi lezioni di etica e moralità. Lui, pur essendo a conoscenza di tutto, non ha saputo gestire il problema, anzi ha contribuito a scatenare una guerra contro di me, coinvolgendo persone e strutture estranee. Il suo atteggiamento arrogante dimostra ancora una volta chi sono e come il Pd governa Rosignano. L'interesse del segretario Pd è quello di salvaguardare le famiglie storiche che da sempre gestiscono il partito e tutta Rosignano lasciando solo le briciole ai galoppini che gli girano intorno». «A fronte di tutto questo - conclude Del Ghianda - invito il segretario del Pd a un incontro pubblico per contestarmi quanto da me affermato».
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