Sicurezza
Un colpo alla nautica dalla tassa sulle barche «Settore in difficoltà»
A.R.
◗
Lattuale porticciolo a Marina di Cecina 3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Non ci voleva proprio la tassa di stazionamento sulle barche prevista dalla manovra del governo Monti del 5 dicembre. E' questo l'umore degli operatori nautici all'indomani del provvedimento economico che punta ad aggredire i cosiddetti beni di lusso. Una misura che preoccupa anche perché arriva in un periodo di grave crisi del settore mentre a Cecina ci sono in ballo investimenti milionari. Da 5 a 703 euro al giorno. Una mazzata su chi ha il posto barca di proprietà o in affitto, ma che si applica anche su chi transita o naviga nei nostri porti e che colpisce i natanti oltre 10 metri e varia da un minimo di 5 ad un massimo di 703 euro al giorno (per scafi di 64 mt.). Significa, per imbarcazioni nuove, sborsare tra 1825 e 256mila euro l'anno. Una mazzata che potrebbe ridimensionare anche i progetti della Circolo Nautico Spa, la società che costruirà il nuovo porto di Marina e che ha appena ritirato la concessione demaniale. I rischi a Cecina. «Abbiamo 500 posti barca da vendere - dice Giuliano Matteoli, presidente della Circolo Nautico - non è escluso che, con questo quadro economico e i nuovi provvedimenti, si debba ridimensionare l'intervento». Già, perchè il porto di Cecina (800 posti barca, 40 negozi, 78 appartamenti, un hotel 4 stelle, un centro benessere, 2000 posti auto, 400 posti a secco per i natanti) muove investimenti per circa 110 milioni (soltanto 10 di opere di urbanizzazione) e si finanzia quasi interamente dalla vendita dei posti barca e con un partner privato che si occuperà delle opere non marittime. «Se parliamo di tassa sul lusso - continua Matteoli - è chiaro che troveremo un 90% di persone che è favorevole al provvedimento ed io non posso certo mettermi contro l'opinione pubblica. Ma se mi chiedete se questo provvedimento avrà ripercussioni, bene, io vi dico che mi sento danneggiato». Anche perché il nuovo porto è quasi interamente concepito - esclusi gli spazi per la nautica sociale - per ospitare barche sopra i 10 metri. E anche perché il settore, da alcuni anni, sta vivendo una crisi senza pari. Basta vedere i ritardi che accompagnano la nascità, a Palazzi, della Cittadella della Nautica di cui si parla da anni. Le barche vanno all'estero. «E' chiaro - conclude Matteoli - che oggi chi vuole acquistare una barca dovrà mettere in conto anche questa imposta. Succederà che chi la possiede la porterà fuori Italia, in Costa Azzurra, in Corsica o in Spagna dove non c'è un regime impositivo così elevato». Va detto che il prezzo della tassa cambia anche in base all'età della barca con una riduzione del 15-30-45% rispettivamente per uno scafo di 5-10 e 15 anni. E poi con un correttivo la misura Monti ha stabilito che le barche a vela pagheranno la metà della cifra prevista per quelle a motore. Sono infine previse sanzioni dal 200 al 300% dell'importo non versato per chi non paga. A Cala de' Medici. C'è ovviamente preoccupazione anche in casa Marina Cala de' Medici che gestisce il porto di Crepatura a Rosignano Solvay (650 pposti barca da 8 a 36 metri). L'avvocato Maria Paoletti, project manager della società, è consapevole che c'è il rischio che «chi possiede un posto barca potrebbe cercare di venderlo o affittarlo» e che la tassa colpisce anche gli stazionamenti che già nel 2011 hanno fatto registrare un calo. Dunque è una misura che «potrebbe avere un ritorno negativo e raffreddare il mercato». Si tratta poi di un'imposta che non risparmierà qielle imbarcazioni che vengono immatricolate attraverso societa estere e che copisce a tappeto tutti i natanti che stazionano nelle aree portali. Ma nel merito della filosofia che sta alla base del provvedimento Monti Paoletti afferma: «Pur non conoscendolo nel dettaglio perché sono all'estero e non ho ancora avuto modo di leggerlo, mi chiedo perché, visti i sacrifici che si chiedono ai cittadini con il non adeguamento delle pensioni all'inflazione e l'introduzione dell'Ici, non avremmo dovuto applicare questa tassa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
