Attenzione
Tassa sulle barche: «È un colpo alla nautica»
L'imposta sullo stazionamento rischia di mettere in difficoltà la società che costruira il nuovo porto di Marina di Cecina e che dovrebbe vendere 500 posti barca
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Non ci voleva proprio la tassa di stazionamento sulle barche prevista dalla manovra del governo Monti che peserà da 5 a 703 euro al giorno per scafi tra i 10 e i 64 metri. E' questo l'umore degli operatori nautici all'indomani del provvedimento che punta ad aggredire i cosiddetti beni di lusso. «Abbiamo 500 posti barca da vendere - dice Giuliano Matteoli, presidente della Circolo Nautico, la società che costruirà il nuovo porto a Marina di Cecina - non è escluso che, con questo quadro economico e i nuovi provvedimenti, si debba ridimensionare l'intervento». C'è ovviamente preoccupazione anche in casa Marina Cala de' Medici che gestisce il porto di Crepatura a Rosignano Solvay (650 pposti barca da 8 a 36 metri). L'avvocato Maria Paoletti, project manager della società, è consapevole che c'è il rischio che «chi possiede un posto barca potrebbe cercare di venderlo o affittarlo» e che la tassa colpisce anche gli stazionamenti che già nel 2011 hanno fatto registrare un calo. Dunque è una misura che «potrebbe avere un ritorno negativo e raffreddare il mercato».
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