Il Tirreno

Sanità, come razionalizzare

Sanità, come razionalizzare

In ogni ospedale mettiamo le terapie salvavita

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Sanità: è il momento delle scelte. Siamo ormai tutti consapevoli che le risorse saranno sempre più scarse e i sacrifici colpiranno tutti i settori ma la salute è il bene più prezioso che abbiamo ed è tutelata dalla nostra costituzione. La ricerca in campo medico continua a dare risultati che solo pochi anni fa erano impensabili e non possiamo che gioirne ma dobbiamo accettare il fatto che anche questo fa aumentare i costi della sanità pubblica.  Dopo queste premesse entro nella iniziativa sostenuta dal Comitato pro-ospedale di Cecina. Migliaia di firme raccolte in pochi giorni, mobilitazione dei sindaci e dei partiti politici: tutti a chiedere altri servizi oltre il mantenimento dei servizi erogati nella struttura ospedaliera locale. Ma è pensabile che gli abitanti del comprensorio di Piombino e dell'Elba non facciano altrettanto?  È giusto che chi abita a Livorno, a Pisa o Pontedera, se colpito da una patologia che richiede urgenza di intervento, corra meno rischi di altri?!  Come si può rispondere a questi interrogativi?  La mia risposta è questa: nei quattro presidi ospedalieri deve essere garantita la terapia di tutte le patologie che richiedono interventi immediati salvavita, le terapie di tutte le altre patologie siano concentrate in strutture a ciò specializzate.  Così facendo il risparmio, conseguente alla migliore gestione dei ricoveri erogati attualmente, potrebbe essere investito nella terapia delle patologie che richiedono interventi urgenti.  A questo si dovrebbe comunque provvedere sia alla riorganizzazione di una rete di prevenzione territoriale efficace così da rendere l'ospedale solo l'ultima ratio eliminando i tanti sprechi ancora presenti sia nel potenziare negli studi universitari l'insegnamento della semeiotica medica e chirurgica essenziale per ridurre drasticamente le richieste di esami costosi ed alcune volte pericolosi al paziente (un buon medico dagli esami deve avere conferma della diagnosi e non il contrario). Vincenzo Paroli (vipresidente dell'Ordine dei medici di Livorno)

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di Redazione Pisa