Il Tirreno

Rock e bicarbonato, Solvay vista da Virzì

Rock e bicarbonato, Solvay vista da Virzì

Presentato a Torino il film del regista livornese ambientato nel paese-fabbrica

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ROSIGNANO. Le case in mattoncini rossi o color tufo, i giardinetti ordinati, un po' d'orto sul retro. I viali alberati di pini che disegnano quartieri di un villaggio che sembra d'altri tempi - e in effetti lo è - cresciuto attorno alle sagome delle ciminiere, scure e imponenti, che ti seguono a vista dalle più diverse angolazioni. E le torri refrigeranti della sodiera, cuore della fabbrica, che si affacciano sulla vecchia Aurelia davanti all'ex Multifili, dove oggi ci sono i depuratori.  E' qui, a Rosignano Solvay, fra tute blu, sirene, soda e bicarbonato, che nasce quindici anni fa l'avventura dei Pluto, band rock a caccia di fama e successo. Un gruppo che bazzica il circuito musicale nazionale e le prova tutte, incidendo un paio d'album, piazzando un brano in classifica, poi - come accade a tanti gruppi di ragazzi allevati a chitarra e batteria nei garage sotto casa - si scioglie perché ognuno fa la sua strada e si cerca qualcosa da fare, perchè siamo diversi e, in fonfo, la vita è questa.  Oggi la storia dei Pluto è un film realizzato da Carlo Virzi, ambientato quasi interamente a Rosignano Solvay quasi fosse una piccola Liverpool degli anni'80, città operaia che ci ricorda molto quelle riprodotte nelle pellicole di Ken Loach dove si racconta la classe operaia. Proprio questo aspetto, del resto, deve aver attratto il regista: la conformazione urbanistica di Rosignano Solvay, il suo aspetto di paese cresciuto e sviluppatosi attorno al polmone della fabbrica.  Ed è infatti nei quartieri tipicamente Solvay, tra la fabbrica e la scuola elementare, che la troupe di Carlo Virzì (che ricordiamo, solo per la cronaca, è il fratello musicista e regista di Paolo) ha girato tra giugno e luglio della scorsa estate alcune importanti scene. «L'ambientazione - ha dichiarato il regista durante la presentazione della pellicola (vincitrice del Fondo Cinema della Regione Toscana) al Torino Film Festival - è quella di una cittadina della provincia industriale toscana dei nostri giorni, come Rosignano Solvay, Piombino o Pontedera (luoghi dove peraltro è stato girato il film), una versione nostrana di certe città inglesi come Liverpool o Manchester che sono state la scenografia ideale dell'immaginario rock degli anni '70». «Una commedia rock all'italiana - continua Virzì - con dei protagonisti un po' rozzi ma anche simpatici e un pochino patetici, che cerca anche di affrontare temi delicati come la disabilità, con leggerezza e ironia, e di andare a curiosare nell'intimità di un bambino che scopre inaspettatamente di avere un babbo di cui essere orgoglioso».  Nel cast tanti giovani e due star: Claudia Pandolfi e Catherine Spaak. Dunque non solo rock (anche se la musica è il filo conduttore di questa pellicola), ma anche tanto altro ed un po' di sentimenti: giovani, famiglia, diversità sono i temi che vengono toccati da «I più grandi di tutti» che uscirà nei cinema a primavera prossima. Un film che ha ricevuto un prezioso contributo dalla Regione Toscana e che vede la nostra città - da tempo scelta come luogo ideale per spot pubblicitari girati soprattutto alle Spiagge Bianche - protagonista assoluta di una storia semplice ma intensa, raccontata con leggerezza ma grande partecipazione dalla cinepresa diretta da Virzì.

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