Il Tirreno

Targa Cecina, è ancora guerra

Le elezioni della Targa, Dominici e Pecchia
◗
Le elezioni della Targa, Dominici e Pecchia

Un gruppo di soci fondatori e 4 rioni chiedono di annullare il voto

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Un silenzio assordante ha preceduto la dichiarazione ufficiale di "guerra" nella Targa Cecina. Una guerra annunciata, fin dalle prime schermaglie post-elettorali. Ma finora taciuta. Poi, all'indomani della proclamazione del nuovo consiglio direttivo da parte della neo presidente Susanna Pecchia, una lettera inviata al collegio dei probiviri ha proclamato lo stato di belligeranza. La lettera è firmata da una quindicina tra soci onorari e soci fondatori e da quattro rioni.  In pratica il mondo della Targa è spaccato a metà. La lettera ai probiviri. La lettera chiede ai probiviri, Valter Dominici, Emilio Griselli e Roberto Trafeli, che compongono il collegio dei garanti, di verificare la conformità delle ultime elezioni. In realtà i firmatari chiedono di invalidare il voto, contestando l'interpretazione dello Statuto che non ha permesso di votare a un cospicuo numero di soci, poiché sulla tessera sociale non era riportato il nome del rione di appartenenza. Un cavillo, secondo il partito dei contestatori pro Franconi, a cui si sarebbe appellata la vincitrice per far pendere dalla sua parte l'esito del voto. Ma perché, si chiedono, non è stata applicata altrettanto inflessibilmente la norma che prevede il pagamento di un euro per ogni nuovo associato? Si deve rivotare? Dunque, il nuovo direttivo è in bilico. Pro Franconi i rioni Ponte, Palazzaccio, Stazione e Campaciocchi, che hanno firmato la lettera insieme ai soci fondatori Luciano Carletti, Roberto Chiavaccini, Pierluigi Fiorentini, Roberto Gherardi, Roberto Londi, Giovanni Paladini e Marcello Scali; e ai soci onorari Mauro Guglielmi, Mario Tarchi e Francesco Costantino.  Di fronte alla loro richiesta, Dominici e gli altri probiviri hanno inviato un telegramma a tutti i presidenti della Targa Cecina, vecchi e nuovi eletti, convocando una riunione urgente per decidere il da farsi. Il telegramma. Ma è una decisione sofferta, lo conferma l'atteggiamento di Dominici, che alza subito uno scudo protettivo. «Io su questa cosa non voglio dire niente - si trincera dietro il silenzio -: sarò pure l'unico dei 500 votanti delle ultime elezioni che dal giorno del voto non vuole aprire bocca, ma non credo che si debba alimentare un clima di divisioni». Di fatto, deve concedere che la divisione ci sia. E che a breve sarà convocata una riunione dei presidenti dei rioni. E in quella sede bisognerà rispondere alla richiesta dei "contestatori". Insomma, o si accetta la nuova presidente e il nuovo direttivo, o si va a rivotare. Con le idee ben chiare - e condivise - sull'applicazione dello statuto. Benedetti invita alla calma. Pragmatico il sindaco Benedetti, a cui è stata girata la patata bollente: «Ho sempre detto che si deve fare di tutto perché nella Targa ritorni la serenità. Ho parlato con Franconi e Pecchia, ma senza ottenere l'esito sperato. Ora non entro nel merito del lavoro dei probiviri, mi auguro che si arrivi a una conclusione». L'ex si smarca. L'ex presidente Franconi sbotta. «Non ho più voglia di essere presidente, da tre giorni sono chiuso nella mia officina per lavorare per la festa di Capodanno della Targa. Di questa storia non so niente, e non voglio sapere niente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web