Il dolore
Raffica di conti correnti dimenticati
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Sono centinaia i depositi dormienti dal 2008 ad oggi. La lista completa è sul sito della ConsapSe titolari o eredi non li reclamano finiranno nelle casse dello Stato
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ROSIGNANO. Sono come soldi nascosti in un cassetto e poi dimenticati. Si tratta di quei conti chiamati "dormienti", vale a dire depositi (libretti a risparmio bancari, cassette di sicurezza, conti correnti, strumenti finanziari, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute o scomparse) sui non risultano più movimenti - nemmeno un estratto conto - da 10 anni a partire dalla data di libera disponibilità delle somme e che sono superiori a 100 euro. I conti intestati a cittadini della Bassa Val di Cecina che sono entrati in stato di dormienza nel 2010 e 2011 sono quasi un centinaio: in testa c'è Rosignano con una trentina, poi segue Cecina. Ma sono molti di più se si conteggiamno anche quelli risultati fermi dal 2008 e dal 2009. La lista è stata resa nota sul sito della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce l'apposito fondo, che li ha ricevuti dagli istituti di credito. Questi ultimi ormai da 5 anni sono obbligati a comunicare gli estremi dei depositi dormienti allo Stato, che a sua volta provvede a darne informazione. Ogni anno il numero di conti che si trasformano in dormienti si aggira intorno al milione, per un totale di euro che oscilla tra gli 800 milioni e 1 miliardo di euro. Grazie alla Finanziaria 2006, ogni anno banche, assicurazioni e poste devono censire i conti aperti e comunicare gli estremi (nome, data e luogo di nascita del titolare, istituto e codice identificativo del rapporto) di quelli non movimentati da 10 anni al ministero. Dallo scorso anno, peraltro, recuperare i soldi rimasti su questi conti è più facile. Se fino a due anni fa era necessario compiere un'operazione come un prelievo o un accredito entro 180 giorni da quando si era ricevuta la raccomandata che informava dell'esistenza del deposito pena la perdita delle somme, adesso c'è tempo fino a 10 anni per reclamare il denaro da quando il conto è diventato dormiente. Come fare? Basta inviare un modulo di richiesta, scaricabile sul sito www.consap.it, all'indirizzo Consap S.p.a. - Rif. Rapporti dormienti - via Yser, 14 - 00198 Roma oppure tramite mail a rapportidormienti consap.it. Inoltre per informazioni è attivo anche un call center al numero 857.96.444 nell'orario 9-17 dal lunedì al venerdì. Al modulo occorre allegare copia di un documento di identità, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare nel caso in cui sia deceduto e siano gli eredi a reclamare il conto, copia del libretto di deposito o dell'assegno circolare e l'eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare. Le domande saranno esaminate e potrebbe trascorrere fino a un anno prima di ottenere il rimborso del denaro. In ogni caso non hanno diritto al rimborso i titolari di assegni circolari non riscossi entro i tre anni dall'entrata in dormienza, i beneficiari di importi relativi a contratti di assicurazione una volta trascorsi due anni e queli di buoni fruttiferi postali non riscossi entro 10 anni.
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