Sicurezza
Ritrova la madre dopo 48 anni e lo racconta in un libro
Venne lasciata in un istituto, ora vive a Rosignano: un libro sull’emozione dell’incontro
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«Maria Chiara, sono io...». Poche semplici parole, che però danno i brividi se si pensa che a pronunciarle è una mamma nel momento in cui sente al telefono, per la prima volta in vita sua, la voce della figlia da cui fu costretta a separarsi in un istituto per la protezionedell’infanzia di Milano, e ritrovata dopo 48 anni: l’età di Maria Chiara Lobbe - anche se tutti la conoscono come Rita - educatrice di asilo nido di Rosignano, dove vive ed è cresciuta con in genitori adottivi fin dai primi mesi di vita.
Anche se è sposata e ha due figli, l’esperienza del ricongiungimento con la madre biologica le ha fatto vivere emozioni intense poi raccolte nel libro “Il cassetto del mio cuore”. Una vicenda che si condensa in pochi mesi, dall’aprile a giugno di quest’anno, quando c’è stato il primo incontro telefonico; anche se il pensiero di quella madre mai conosciuta c’era sempre stato, chiuso in un cassetto pieno di aspettative che finalmente si è aperto. «Ho saputo di essere stata adottata - dice Maria Chiara - a 12 anni, ma l’impulso di cercare mia madre è venuto solo quando ero incinta del mio primo figlio, nel 1984. Fu una gravidanza difficile che però si risolse bene. Allora mi dissi: “Ma come è possibile che io sia qui a lottare con tutta me stessa per salvare il figlio che ho in grembo e mia madre mi ha abbandonato?”. Ma la cosa finì lì, sia perché non volevo ferire i miei genitori adottivi, sia perché non mi sentivo pronta».
«Due anni fa, tramite un avvocato, feci richiesta all’istituto dove ero stata accolta per avere informazioni sui miei genitori, ma senza esito. Ma io sono credente - dice - e mi affidai alla volontà divina». E quest’anno, ad aprile, una telefonata: «Una persona mi diceva che poteva fornirmi i dati che cercavo. Scoprii il nome di mia mamma e dove abita. Tramite il parroco del paese del Trentino dove risiede, ho avuto un primo contatto telefonico. Ci siamo incontrate più volte. Io sono andata da lei e lei da me a Rosignano. Ho scoperto di avere due fratelli, i figli avuti da mia madre col marito. La prima volta che ci siamo viste c’è stato uno scambio di sguardi intenso, come un innamoramento. Mi ha raccontato che dopo avermi partorito rimase in istituto per accudirmi. La famiglia del fidanzato, mio padre biologico, era contraria al matrimonio e i suoi stessi genitori la costrinsero a lasciarmi: all’epoca una ragazza madre era uno scandalo. Ma dopo sposata raccontò tutto al marito, che acconsentì che tornasse a prendermi in istituto, ma non c’ero già più». Allora il cassetto si chiuse per la madre, ma lo ha riaperto la figlia 48 anni dopo.

Anche se è sposata e ha due figli, l’esperienza del ricongiungimento con la madre biologica le ha fatto vivere emozioni intense poi raccolte nel libro “Il cassetto del mio cuore”. Una vicenda che si condensa in pochi mesi, dall’aprile a giugno di quest’anno, quando c’è stato il primo incontro telefonico; anche se il pensiero di quella madre mai conosciuta c’era sempre stato, chiuso in un cassetto pieno di aspettative che finalmente si è aperto. «Ho saputo di essere stata adottata - dice Maria Chiara - a 12 anni, ma l’impulso di cercare mia madre è venuto solo quando ero incinta del mio primo figlio, nel 1984. Fu una gravidanza difficile che però si risolse bene. Allora mi dissi: “Ma come è possibile che io sia qui a lottare con tutta me stessa per salvare il figlio che ho in grembo e mia madre mi ha abbandonato?”. Ma la cosa finì lì, sia perché non volevo ferire i miei genitori adottivi, sia perché non mi sentivo pronta».
«Due anni fa, tramite un avvocato, feci richiesta all’istituto dove ero stata accolta per avere informazioni sui miei genitori, ma senza esito. Ma io sono credente - dice - e mi affidai alla volontà divina». E quest’anno, ad aprile, una telefonata: «Una persona mi diceva che poteva fornirmi i dati che cercavo. Scoprii il nome di mia mamma e dove abita. Tramite il parroco del paese del Trentino dove risiede, ho avuto un primo contatto telefonico. Ci siamo incontrate più volte. Io sono andata da lei e lei da me a Rosignano. Ho scoperto di avere due fratelli, i figli avuti da mia madre col marito. La prima volta che ci siamo viste c’è stato uno scambio di sguardi intenso, come un innamoramento. Mi ha raccontato che dopo avermi partorito rimase in istituto per accudirmi. La famiglia del fidanzato, mio padre biologico, era contraria al matrimonio e i suoi stessi genitori la costrinsero a lasciarmi: all’epoca una ragazza madre era uno scandalo. Ma dopo sposata raccontò tutto al marito, che acconsentì che tornasse a prendermi in istituto, ma non c’ero già più». Allora il cassetto si chiuse per la madre, ma lo ha riaperto la figlia 48 anni dopo.
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