Il Tirreno

Quella gabella ci ammazzerà

Quella gabella ci ammazzerà

Gli albergatori dicono no alla tassa di soggiorno

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Si allarga anche agli albergatori e operatori turistici di Cecina e Bibbona (e Piombino) la protesta scoppiata a San Vincenzo contro l'applicazione della tassa di soggiorno, tassa che alcuni Comuni della Val di Cecina e della Val di Cornia hanno annunciato di voler applicare.  «Gravare il cliente di un costo aggiuntivo in una fase di recessione economica risulterebbe dannosissimo - scrivono in una nota Associazione albergatori Cecina, Albergatori Bibbona e i colleghi di San Vincenzo e Piombino - Il rischio sarebbe una sicura diminuzione di presenze con conseguente ricaduta su tutto il comparto economico della zona con ripercussioni negative sui livelli occupazionali, considerando che l'economia legata al turismo rappresenta una quota importantissima del Pil della zona.

La difficoltà che gli operatori turistici hanno nel recepire clientela nella bassa e media stagione sarebbe ulteriormente aggravata dall'introduzione della tassa che andrebbe contro la politica di basso costo che le strutture applicano i questi periodi tenendo conto che le amministrazioni locali niente hanno fatto per poter allungare la stagione che si riduce ai due/tre mesi estivi».  Gli operatori esprimono poi «forte preoccupazione nel constatare che comuni o zone vicine non applicheranno la tassa (vedi i comuni dell'isola d'Elba, i comuni pisani dell'alta e bassa val di Cecina, una buona parte della Versilia e forse Follonica).

La conseguenza sarà che le aree non soggette alla tassa saranno privilegiate nella scelta del turista che potrà indirizzarsi in quelle mete o in altre, sia europee che extraeuropee, a più basso costo».  E poi «il precedente governo aveva dato la facoltà ai Comuni di applicare la tassa al fine di sopperire alle mancate entrate derivanti dai versamenti dell'Ici sulla prima casa; dal momento che appare ormai certo il ripristino dell'Ici, oltretutto maggiorata per rivalutazione degli estimi catastali, andrebbe automaticamente a decadere lo scopo per cui la tassa di soggiorno era stata istituita». 

E ancora: «Negli ultimi anni moltissimi operatori turistici hanno sostenuto investimenti enormi per costruire, ampliare e migliorare le proprie strutture. A tali investimenti devono continuare a far fronte tuttora in un momento di grave crisi economica. Gli enti locali dovrebbero sostenere e incentivare lo sforzo di questi imprenditori in quanto essi non producono rendita ma reddito a favore di tutto il territorio. Sarebbe opportuno quindi che le amministrazioni iniziassero a tagliare le spese inutili e superflue e mirare alla crescita e allo sviluppo senza istituire ulteriori gabelle». 

«Sarebbe grave - si legge ancora nella nota - mettere gli operatori turistici in imbarazzo rispetto alle prenotazioni 2012 già contrattualizzate, dal momento che i prezzi sono già stati pubblicati da tempo e senza tassa di soggiorno. Altre preoccupazioni sono costituita dalla ventilata ipotesi di aumento dell'Iva, ne deriverebbe un ulteriore aggravio di costi per il cliente, e dalla rivalutazione degli estimi catastali che colpirà non solo le abitazioni private ma anche gli immobili destinati a struttura turistico/ricettiva».

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