Sicurezza
Casa, ecco la stangata per 140 mq in via Carrà si pagheranno 522 euro
Rino Bucci
◗
Il sindaco di Cecina Stefano Benedetti 3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Si scrive Imu, ma si legge Ici. Ed è il primo dei provvedimenti «lacrime e sangue» ad essere introdotto dal governo Monti. L'imposta municipale unica arriverà già 2012 e - a conti fatti - si tratta di un ritorno al passato, alla vecchia Ici eliminata in parte da Prodi e debellata da Berlusconi nel 2008. Il tempo del risparmio è durato il soffio di un triennio. Da gennaio si paga. L'anno nuovo ci porterà in regalo un nuova tassa, un balzello con il quale l'esecutivo nazionale conta di coprire quasi la metà dei 24 miliardi che compongono l'ultima manovra. Ma le amministrazioni locali non si illudano, infatti, sembra che ai Comuni spettino solo le briciole, «o peggio - dice il sindaco Stefano Benedetti - solo il compito di riscuotere i soldi per girarli allo Stato. Forse sarebbe stato meglio se il governo fosse intervenuto sul patto di stabilità, andando a sbloccare quelle risorse che ci sono ma non possiamo toccare. Il che ci crea più di un imbarazzo». Sono lontani, i tempi pre-2008, quando il Comune di Cecina incamerava più di 3 milioni di euro in Ici. Nelle nostre tasche. Chi è in possesso di una prima casa piccola (soprattutto di tipo popolare e ultrapopolare, categorie A4 e A5) probabilmente non pagherà l'Imu. Si stima, infatti, che circa il 60-70% dei proprietari di prime case sarà esentato. La mazzata arriverà, invece, ai titolari di seconde case che vedranno anche l'aliquota maggiorata. Questo grazie alla revisione delle rendite catastali che sono salite al livello record del 60 per cento. Sulle prime case. Come detto l'imposta arriverà dal 2012. Alle prime abitazioni andrà applicata un'aliquota pari al 4 per mille. In questo caso, il governo ha dato un po' di margine agli enti locali che possono deliberare la variazione fino ai due punti - in alto e in basso - dell'aliquota stessa. Quindi, la forbice può variare dal 2 al 6 per mille. Inoltre, sono previste detrazioni (fino a 200 euro) da applicare all'imposta. Un provvedimento introdotto dal governo Monti per tutelare le fasce più deboli. Per fare un esempio, chi possiede una casa in via Pasubio (4 vani, tipo popolare, rendita catastale 267,27 euro) non pagherà l'Imu. Per vani si intendono anche locali di servizio. Va peggio, invece, ai titolari di un immobile in via Susa (categoria A2, 5 vani e mezzo, rendita catastale 539,7 euro) che in capo ad un anno dovranno sborsare 162,7 euro. Più aumenta la rendita catastale e più si paga. Così, chi abita in via Carlo Carrà (vicino all'ospedale) in una casa da otto vani dovrà mettere mano al portafogli e versare 552,3 euro. Una casa da 87 metri in via Tevere a Marina di Cecina, invece, costa "solo" 129,7 euro l'anno. Si abbassano le cifre per chi abita in una zona popolare. Per esempio, per un trilocale in via Pascoli (vicino al ponte per Palazzi) la rendita catastale è pari a 392,51 euro e l'imposta si attesta sui 63,8 euro annui. La seconda casa. Arrivano le dolenti note. «È stato colpito il ceto medio», ecco il commento arrivato da più parti quando sono iniziate a trapelare le prime indiscrezioni. Per i titolari di seconda casa l'aliquota dell'Imu sarà del 6,7 per mille. Ai Comuni, poi, la scelta se alzarla o abbassarla del 3 per mille. È stato calcolato che, in media, i proprietari di seconde case pagheranno il triplo per l'imposta municipale. Così, se la stessa casa in via Carrà da prima diventa seconda abitazione la spesa passa da 552,3 a 1.429,3 euro (quasi il triplo). Peggio per il trilocale di via Pascoli che vola da 63,8 a 501,2 euro. Mentre per l'immobile di via Susa il salto è quasi di 500 euro (da 162,7 si passa a 689,1 euro). Stessa musica per la casa di via Tevere a Marina che da 1297 passa a ben 626,4 euro se diventa seconda abitazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
