Gioco
Chiamatemi Febo... la favola di Oscar Nini in scena con Notre Dame
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Oscar Nini in alcune foto di scena di Notre Dame de Paris 29 anni, il cantante di Castiglioncello catapultato nel mondo del musical più famoso degli ultimi tempi
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CASTIGLIONCELLO. Quando indossa la corazza di Febo diventa vigliacco e spregiudicato. Ma nella vita è una persona limpida e coraggiosa, con una bella voce romantica apprezzata dai talent scout del musical "Notre Dame de Paris" con le canzoni di Riccardo Cocciante. Nei panni del capitano delle guardie invaghito della bella gitana Esmeralda, Oscar Nini ha cantato nei teatri più importanti d'Italia. Come è iniziata la tua avventura nella musica? «È sempre stata la mia prima passione. Alle elementari la maestra capì che ero portato e feci le audizioni per lo Zecchino d'oro! Intorno ai 18 anni sentii di nuovo il desiderio di cantare e iniziai a frequentare i corsi dell'Università Popolare. Passavo un'ora in relax con la mia insegnante Fabiola». Poi c'è stata una svolta... «Nel 2009 a Torre del Lago ho fatto un provino per Tosca con le musiche di Lucio Dalla. Tutti i candidati erano attentissimi alla minima nota, io mi sono buttato. Dalla era lì con la vocal coach Paola Neri. Mi presero per la parte di Cavaradossi. Fu un'emozione grandissima, poi la doccia fredda: la tournée fu interrotta». Ormai il ghiaccio era rotto. «Lo stesso anno andai in scena a Montecatini con "Il Conte di Montecristo", poi feci un'audizione a Venezia per "Casanova" prodotto da Pierre Cardin e a Parigi fu lui stesso ad ascoltarci. Mi dettero la parte di Ruggero, il fido amico di Casanova: le prove furono bellissime, due mesi in Provenza, e poi debuttammo in piazza San Marco a Venezia». Come sei entrato nel cast di "Notre Dame de Paris"? «Quando feci l'audizione a Parma si ricordavano di me dalla "Tosca", che aveva stessa produzione - David Zard - e stessa vocal coach, Paola Neri. Lei mi esaminò alla seconda audizione e passai anche lì. Vedevo che andavo avanti e mi si faceva il vuoto intorno. La terza e la quarta audizione sono state a Roma con Cocciante. Passate anche quelle». Catapultato in quella prodigiosa macchina da spettacolo che è "Notre Dame". «Abbiamo fatto due mesi di prove a Roma e a Cinecittà con scenografie e costumi. Cocciante è stato bravissimo con noi, oltre che professionale ci ha sostenuto umanamente. Il musical è uno spettacolo di grande forza, con una lettura moderna: Quasimodo il gobbo che si innamora di Esmeralda, che è uno sfigato senza tempo, Clopin è portavoce dell'uguaglianza». Che personaggio è Febo? «È uno che rinuncia alla passione per convenienza. Rinnega il suo amore per Esmeralda per sposare la ricca Fiordaliso. È attualissimo, perché oggi sono in tanti che rinunciano ai propri sogni perché è più facile pendere i soldi di papà». Quanto ti somiglia? «Per niente. Ho dovuto fare un grosso sforzo per entrare nel personaggio. Cocciante quando cantavo mi diceva che andavo di fioretto mentre Febo è una sciabola». Cosa c'è nel tuo futuro? «Spero di continuare con questo lavoro. Vorrei approfondire la voce ma anche il linguaggio del corpo. Il teatro per me è stato amore a prima vista, la prima volta che sono entrato dietro le quinte ho provato forte emozione e pace».
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