Boom favorito da una sentenza della Corte costituzionale
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CECINA. Un dato curioso dei matrimoni civili celebrati nel 2011 merita un approfondimento. Dal primo gennaio fino al 31 luglio di quest'anno, infatti, a Cecina sono stati celebrati 25 matrimoni civili. Di questi matrimoni soltanto 6 sono stati quelli celebrati tra cittadini italiani e cittadini stranieri, pari al 24%, più o meno uno su quattro. Dal primo agosto fino al primo dicembre (e all'albo pretorio del Comune di Cecina ci sono altre tre pubblicazioni di matrimoni misti per i prossimi mesi), su 8 matrimoni celebrati ben 5 hanno visto un'unione con almeno uno dei due sposi di nazionalità straniera. Percentuale vicina al 63%, un incremento deciso e netto. Questo dato, così come il crollo dei matrimoni civili rispetto al 2010, si può spiegare con una legge approvata nel maggio 2009 che portava il nome dell'allora ministro Maroni. Un provvedimento, senza scendere troppo nel dettaglio normativo, che imponeva ai cittadini stranieri i quali avessero intenzione di sposarsi, di presentare una precisa documentazione (permesso di soggiorno, visto d'ingresso, eccetera) che dimostrasse di non essere clandestino. Più problemi, dunque, per i matrimoni misti e, anche a Cecina, un matrimonio con già le pubblicazioni all'albo bloccato da questa normativa. La legge, nonostante vari ricorsi, resta in piedi per tutto il 2010 e fino agli ultimi giorni di luglio di quest'anno. Il 25 luglio infatti la Corte costituzionale dichiara incostituzionale l'articolo 116 primo comma del codice civile, come modificato dall'articolo 1 comma 15 della legge 15 luglio 2009, n. 94 (disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole "nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano". Da qui, anche a Cecina, il repentino aumento dei matrimoni misti. A.B.
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