Il dolore
Nessun nesso per il medico legale
Cadde e poi morì Il caso si archivia
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CECINA. Si chiude con un'archiviazione il caso della donna morta un mese dopo essere caduta alla casa di riposo. Il pubblico ministero ha concluso con una richiesta in questo senso, depositata nella cancelleria del gip. Nessuna opposizione da parte dei familiari della donna, che annunciano però di proseguire la loro battaglia sul versante civile. Certo è che non rischiano più una condanna penale Silvia Fancelli, direttrice della Rsa di via Montanara, e Margorzata Klosowska, l'infermiera di turno il giorno in cui Emma Zanganelli (87 anni) cadde alla Rsa e si ferì. La donna, lo ricordiamo, era ospite della struttura sanitaria dell'Asl gestita dalla Cardinale Maffi, soffriva di alzheimer e non riusciva a camminare. Cadde dal letto il 5 luglio 2010 ma fu ricoverata all'ospedale due giorni dopo. Fu il medico di famiglia a chiederne il ricovero urgente dopo aver notato un livido sulla parte sinistra del volto e del collo. All'ospedale gli esami accertarono anche la frattura della clavicola sinistra e un'emorragia cerebrale. La donna andò in coma e il 28 luglio morì. La famiglia della donna si affidò all'avvocato Cristiano Spadoni e firmò un esposto, il pm Gianfranco Petralia (poi il caso passò ad Antonella Tenerani) iscrisse due nomi nel registro degli indagati. Poi tutto si fermò, in attesa delle conclusioni del dottor David Forni. Il medico legale ha confermato la morte causata da un edema cerebrale e un'insufficienza respiratoria, ma non il nesso causale diretto tra la caduta e la morte. Questo ha convinto la procura a chiudere il caso con un'archiviazione. A.d.G.
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