Il Tirreno

Integrativo Solvay, siglato l'accordo

<b>MOMENTI CALDI.</b> Veduta di una parte dello stabilimento Solvay dalla zona del Mondiglio Per l&#146;azienda &egrave; una fase delicata per il salgemma
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MOMENTI CALDI. Veduta di una parte dello stabilimento Solvay dalla zona del Mondiglio Per l’azienda è una fase delicata per il salgemma

La firma in tarda serata. Ma preoccupa la vicenda sale

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 ROSIGNANO. Sono state ore frenetiche in casa Solvay. Da una parte la trattativa sul rinnovo del contratto integrativo che, dopo l'interruzione di due settimane fa, è ripresa in questi giorni e ieri è andata avanti fino a tarda serata, quando si è chiusa con la firma dell'accordo. Dall'altra c'è la questione salgemma, con l'azienda che ha cercato di riaprire il «dialogo del sale».  Stretta nel fuoco incrociato di cittadini e comitati di Saline. Due vicende diverse, due livelli di preoccupazione differenti.  Sul fronte dell'integrativo la conclusione è arrivata con una accelerazione a sorpresa ieri sera. Gli elementi di scontro (quello salariale e quello dell'organizzazione) sono stati affrontati ed una convergenza è stata raggiunta. Le organizzazioni sindacali di fabbrica - le Rsu - chiedevano di agganciare il premio di produzione (dunque i quattrini per i lavoratori) non più soltanto sulla preoduzione in termini di tonnellate ma anche sui ricavi fatti dalla multinazionale.  Sull'organizzazione del lavoro - oltre al problema dell'inquadramento di certe figure professionali - il sindacato chiedeva che le razionalizzazioni non vadano ad incidere sui livelli di sicurezza. Un aspetto, quest'ultimo, su cui la discussione è stata serrata.  Stamani le Rsu informeranno i lavoratori dell'esito dell'ultimo incontro, con in mano già una bozza d'accordo.  È in questo clima che s'interseca la vicenda salgemma. Vicenda industriale, politica e sociale. Perché da tempo Solvay è preoccupata per la bocciatura del Tar sulle concessioni minerarie (estrazioni a rischio) e ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, così come la Regione Toscana che quelle concessioni le aveva autorizzate. Ora l'azienda è preoccupata dalla rivolta di Saline, dall'azione del comitato Val di Cecina che non vuole altri buchi nel terreno, dal clima che si è di nuovo acceso. E non è un caso che Solvay ha comprato spazi pubblicitari sui giornali per riprendere un dialogo avviato negli anni, quello del sale, con le comunità dell'alta Val di Cecina. In ballo ci sono estrazioni di salgemma, materia prima fondamentale per la produzione, ma anche invasi da realizzare (Puretta) e le preoccupazioni di cittadini che si sentono minacciati da nuove trivelle.  Che la situazione è calda lo rivela anche l'incontro - convocato per stamani in Camera di Commecio a Livorno, fra l'assessore regionale alle attività produttive Simoncini e i rappresentanti del sindacato. Si parlerà di sale. (a.r.)

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