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Dipendenti sospesi il Comune valuta una punizione-bis

Dipendenti sospesi il Comune valuta una punizione-bis

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Non solo la sospensione per un mese da tutti i pubblici uffici firmata dal gip Antonio Pirato. Per Edina Regoli e Riccardo Del Ghianda, i due dipendenti comunali dell'ufficio Cultura accusati di assenteismo e peculato dalla Procura, è probabile che scatti anche un provvedimento disciplinare interno a Palazzo civico. Provvedimento che passa da una commissione e che, nel caso fosse attivato, dovrebbe prevedere un'ulteriore sospensione. Al momento utilizziamo il condizionale perché una decisione ufficiale non è stata presa, ma il dirigente di settore Vincenzo Brogi ci starebbe seriamente pensando.

Questo sulla base delle motivazioni riportate nell'ordinanza firmata dal gip e nelle mani di Brogi da ieri mattina. «Siamo davanti ad un fatto spiacevole e inedito per il nostro Comune - spiega Brogi - e vista la gravità della situazione, dovuta all'interdizione da tutti i pubblici uffici, dobbiamo aprire una riflessione interna all'amministrazione comunale. È un atto doveroso se non obbligatorio». Riflessione interna che tradotto significa ricorrere ad una procedimento disciplinare interno all'ente. Procedimento che deve essere attivato dallo stesso Brogi, ma che non sarà lui a decidere se applicarlo o meno e se sì in che termini. Toccherà, infatti, alla commissione disciplinare, che è presieduta dalla segretaria comunale Maria Castallo e da due dirigenti a rotazione (di cui non può far parte Brogi).

I dipendenti comunali in questione, tuttavia, saranno avvisati in anticipo nel caso che l'amministrazione comunali si attivi in questa direzione.  Per quanto riguarda il provvedimento relativo alla misura cautelare, questo sarà in vigore molto probabilmente da lunedì prossimo fino al 5 gennaio 2011. «Stiamo studiando la normativa - dice Brogi - per capire, ad esempio, se in questo lasso di tempo possiamo convocare al Castello i due dipendenti per ascoltarli sul caso».  Regoli e Del Ghianda sono indagati in concorso per truffa ai danni dello Stato e peculato. L'indagine risale all'estate dello scorso anno e fu innescata da una denuncia anonima. Anzi, due denunce. Una riguardava l'uso dei telefonini, ma non ebbe seguito. L'altra invece riguardava gli automezzi comunali e questa, sempre secondo le accuse, ottenne riscontri.

Nello specifico Del Ghianda avrebbe utilizzato a fini personali una Fiat Punto e un Fiat Ducato dell'amministrazione comunale. Regoli a sua volta è accusata di averlo coperto. Entrambi hanno sempre ribadito la loro innocenza. La particolare attività di gestione del museo comporta frequenti spostamenti per tutta una serie di attività: questa la linea di Del Ghianda e della stessa Regoli. Invece secondo i carabinieri, che li avevano pedinati per mesi, Del Ghianda avrebbe usato il furgone anche per andare a prendere il caffè, il giornale o per recarsi in alcuni orti di suoi conoscenti. Lo avrebbe fatto quindi su un'auto del Comune e in orario di lavoro.

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