Sicurezza
Per la sentenza in appello sui festivi ci sono agenti che devono rendere 2-3mila euro
Causa persa, i vigili pagano a rate
Ma.Mo.
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I vigili dovranno restituire quanto incassato in primo grado sulla causa al Comune Il Comune propone un dilazionamento fino a 72 mensilità
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ROSIGNANO. Per i 32 vigili urbani del Comune di Rosignano è arrivato il momento di saldare i conti con Palazzo civico. È arrivato il momento di ridare indietro quanto incassato economicamente in primo grado sulla causa per i festivi e poi annullato in Corte d'appello con una sentenza sfavorevole agli agenti. Una doccia fredda, che ora il Comune cerca di rendere tiepida: l'amministrazione comunale, infatti, ha avanzato la possibilità di pagare a rate la somma che ogni vigile deve restituire all'ente. Il totale da rendere è di circa 50mila euro. Una proposta che si interseca con quella di trovare un accordo definitivo, soprattutto per riportare serenità nella sede di piazza del Mercato, sulla questione del recupero dei giorni festivi infrasettimanali e magari ritirare tutti i procedimenti giudiziari in atto. Ricordiamo, infatti, che il Sulpm - il sindacato che rappresenta metà dei vigili rosignanesi uscito sconfitto in appello - al momento della sentenza del 27 settembre scorso ha annunciato ricorso in Cassazione. Ma c'è di più: come si legge da una delibera di giunta approvata pochi giorni fa, anche un agente iscritto alla Cgil - Fulvio Ghelardini - ha proposto ricorso sulla sentenza in primo grado sfavorevole. Entrambi i procedimenti potrebbero essere azzerati in caso di un accordo bilaterale. «È questo l'obiettivo dell'amministrazione comunale, che allo stesso tempo non vuole assolutamente screditare il lavoro dei nostri uffici che interpretarono quella norma», conferma l'assessore al personale Gennaro Tudisco. Rimborso a rate. Ma in attesi di sviluppi sulla radice del problema, esploso nel 2008 con un provvedimento dell'ex sindaco Alessandro Nenci, ora i vigili urbani sono alle prese con la restituzione dei benifici economici incassati con la sentenza di primo grado ma poi ribaltata in secondo. Per rinfrescare la memoria: il Sulpm uscì vittorioso davanti al giudice del lavoro di Livorno e l'amministrazione comunale per non fare differenze estese quei benefici a tutto il personale. E allora ecco che con il ribaltamento del giudizio in appello tutti gli agenti ora devono restituire i soldi. Quanti? «Non è possibile fare una media - dice Tudisco - perché si va da chi non deve niente a chi deve deve versare anche 2mila euro. E allora, per non aggravare la situazione, abbiamo proposto ai vigili un dilazionamento delle cifre da versare fino a 72 mesi (i soldi in questione saranno trattenuti nelle buste paghe). È una possibilità: nel senso che se un agente vuole pagare comunque tutto in una sola soluzione può farlo». L'assemblea. Il metodo di rimborso, e non solo, è stata discussa mercoledì durante l'assemblea della polizia municipale. «La proposta sul pagamento della causa persa - continua Tudisco - è il segnale che concreto che non vogliamo assolutamente crare disagi, ma spero che sua comprensibile che il Comune non può ignorare una sentenza esecutiva». Proposta che da quanto trapela sarebbe stata accolta senza mugugni dai vigili. Gli scenari. Ma una volta conclusa questa partita se ne dovrà iniziare un'altra: quella per un accordo definitivo sull'organizzazione del lavoro e in particolare sui servizi straordinari. E su questo pacchetto di problemi è in agenda, la prossima settimana, un incontro tra Comune e sindacati. Comune che in teoria vede dalla sua parte la Cgil, visto che il sindacato aveva partecipato da protagonista nella trattativa per chiudere la vicenda prima di andare in appello a settembre. E allora come si spiega il ricorso in secondo grado di Ghelardini, vigile iscritto alla Cgil? «È stato un atto dovuto - dice il diretto interessato - molto precedente alla seconda sentenza del Sulpm». La discussione del ricorso è fissata per il prossimo marzo. «Ma in caso di accordo sono pronto a ritirarla», afferma Ghelardini. E allora serve fare in fretta, perché ci sono almeno altri 14 vigili iscritti alla Cgil che potrebbero prendere la stessa strada di Ghelardini (la sua fu una causa-pilota, persa davanti al giuidice del tribunale del lavoro di Livorno). Agenti non scoraggiati dal dispositivo che ha condannato il Sulpm al risarcimento, perché nei casi di vertenze lavorative c'è la prova di giudizi molti diversi su casi simili.
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