La manifestazione
Sulla 206 e ai Polveroni i casi più critici: suggerite modifiche al progetto
Tirrenica bis, cantieri a rilento
Mario Moscadelli
◗
Sopra un cantiere lungo la 206 Qui si stanno riscontrando gli intoppi maggioriIl problema maggiore la scoperta di cavi sottoterra non previsti
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ROSIGNANO. L'obiettivo di Sat resta quello di chiudere i cantieri per la viabilità alternativa tra maggio e giugno 2012. Chiusura indispensabile per rendere a pagamento il primo lotto di Tirrenica ormai concluso (manca solo la segnalatica orizzontale). Ma la società sta incontrando delle difficoltà nell'adeguamento della viabilità alternativa. Difficoltà dovute alla "scoperta" di sottoservizi magari non inseriti nelle mappe. E i problemi maggiori, basta vedere l'andamento dei lavori, si stanno riscontrando lungo la 206. Ma anche ai Polveroni - nell'ambito della costruzione della bretella che passerà dietro la Ecomar - non mancano le sorprese che costringono gli ingegneri e il direttore dei lavori di Sat, Luigi Massa, a incontri e soluzioni con i titolari dei sottoservizi. Sulla 206.
La via Emilia è interessata dall'intervento per circa 5 chilometri: in pratica dal Malandrone fino alle porte di San Pietro in Palazzi. L'opera di taglio delle piante (su cui non sono mancate le polemiche, soprattutto nella zona del Terriccoi) e di pulizia esterna alla carreggiata è praticamente conclusa: la rete arancione che si vede ai lati delimita l'allargamento della strada. Ma dopo due mesi di lavorazioni a go-go, in questi giorni il cantiere lungo questa via procede a rilento. Il motivo? Che siamo entrati nella fase dello spostamento dei sottoservizi che non possono più stare al loro posto proprio per l'allargamento della sede stradale a 8,5 metri di larghezza. E allora la presenza di interferenze non previste - come confermano da Sat - rende più complicato e lento l'intervento. Insomma, lungo questa strada sembra ancora lontano il momento in cui vedremo le ruspe al lavoro per definire il rilevato della nuova carreggiata, rotatorie comprese. Inoltre, all'intersezione tra via della Torre e la 206 si sta prendendo in esame la possibilità di sostituire una nuova rotatoria con l'adeguamento dell'attuale incrocio. Questo anche per venire incontro alle esigenze della tenuta il Terriccio e per salvare qualche ulivo in più lato mare. Ancora nessuna lavorazione su via Po, strada che diventerà strategica per raggiungere l'ingresso della Variante a Palazzi dalla 206.
Vada. È la zona del Conad, coma affermano dalla stessa Sat, quella più avanti nei lavori. Qui a parte qualche ordigno bellico, l'intervento sta filando via liscio, tanto che è già possibile vedere i rilevati della nuova viabilità, vedere in sostanza cosa e quanto sarà asfaltato a breve. Tuttavia, durante l'assemblea di lunedì sera nel centro civico di Vada, alcuni cittadini residenti in via Dalla Chiesa hanno espresso perplessità sulla tenuta in caso di acquazzoni del nuovo collegamento Aurelia-rotatoria Conad. Questo perché secondo i cittadini il rilevato non sarebbe alto a sufficienza rispetto ai campi adiacenti e soprattutto a via per Rosignano (l'attuale rotatoria con via della Torre, ad esempio, si allaga spesso). Sul caso il Comune ha promesso di fare chiarezza con i tecnici e ingegneri di Sat. Altra strada ex novo già visibile è il prolungamento di via della Resistenza fino a toccare via della Torre. E anche in questo caso si è chiesto di modificare il progetto con una rotatoria più piccola tra via della Resistenza e viale Italia. «Modifica avanzata dall'amministrazione comunale - dice Andrea Immorali, dirigente ai lavori pubblici - per risparmiare qualche pianto dall'abbattimento».
Polveroni. In questa zona c'è la prima opera finita. Ovvero la rotatoria all'innesto con il nuovo ponte sul Fine. Intervento che ha avuto la priorità proprio per permettere al Comune di aprire il viadotto e di risolvere il problema della chiusura della strada. Ora si sta lavorando al tracciato che da questa rotonda arriverà fino al cavavalcaferrovia su via Polveroni. Questa variante, in sostanza, passerà nel pezzo di terra tra la Solvay e la Ecomar. E anche qui non mancano le sorprese, con interferenze non calcolate che spuntano come funghi.
La via Emilia è interessata dall'intervento per circa 5 chilometri: in pratica dal Malandrone fino alle porte di San Pietro in Palazzi. L'opera di taglio delle piante (su cui non sono mancate le polemiche, soprattutto nella zona del Terriccoi) e di pulizia esterna alla carreggiata è praticamente conclusa: la rete arancione che si vede ai lati delimita l'allargamento della strada. Ma dopo due mesi di lavorazioni a go-go, in questi giorni il cantiere lungo questa via procede a rilento. Il motivo? Che siamo entrati nella fase dello spostamento dei sottoservizi che non possono più stare al loro posto proprio per l'allargamento della sede stradale a 8,5 metri di larghezza. E allora la presenza di interferenze non previste - come confermano da Sat - rende più complicato e lento l'intervento. Insomma, lungo questa strada sembra ancora lontano il momento in cui vedremo le ruspe al lavoro per definire il rilevato della nuova carreggiata, rotatorie comprese. Inoltre, all'intersezione tra via della Torre e la 206 si sta prendendo in esame la possibilità di sostituire una nuova rotatoria con l'adeguamento dell'attuale incrocio. Questo anche per venire incontro alle esigenze della tenuta il Terriccio e per salvare qualche ulivo in più lato mare. Ancora nessuna lavorazione su via Po, strada che diventerà strategica per raggiungere l'ingresso della Variante a Palazzi dalla 206.
Vada. È la zona del Conad, coma affermano dalla stessa Sat, quella più avanti nei lavori. Qui a parte qualche ordigno bellico, l'intervento sta filando via liscio, tanto che è già possibile vedere i rilevati della nuova viabilità, vedere in sostanza cosa e quanto sarà asfaltato a breve. Tuttavia, durante l'assemblea di lunedì sera nel centro civico di Vada, alcuni cittadini residenti in via Dalla Chiesa hanno espresso perplessità sulla tenuta in caso di acquazzoni del nuovo collegamento Aurelia-rotatoria Conad. Questo perché secondo i cittadini il rilevato non sarebbe alto a sufficienza rispetto ai campi adiacenti e soprattutto a via per Rosignano (l'attuale rotatoria con via della Torre, ad esempio, si allaga spesso). Sul caso il Comune ha promesso di fare chiarezza con i tecnici e ingegneri di Sat. Altra strada ex novo già visibile è il prolungamento di via della Resistenza fino a toccare via della Torre. E anche in questo caso si è chiesto di modificare il progetto con una rotatoria più piccola tra via della Resistenza e viale Italia. «Modifica avanzata dall'amministrazione comunale - dice Andrea Immorali, dirigente ai lavori pubblici - per risparmiare qualche pianto dall'abbattimento».
Polveroni. In questa zona c'è la prima opera finita. Ovvero la rotatoria all'innesto con il nuovo ponte sul Fine. Intervento che ha avuto la priorità proprio per permettere al Comune di aprire il viadotto e di risolvere il problema della chiusura della strada. Ora si sta lavorando al tracciato che da questa rotonda arriverà fino al cavavalcaferrovia su via Polveroni. Questa variante, in sostanza, passerà nel pezzo di terra tra la Solvay e la Ecomar. E anche qui non mancano le sorprese, con interferenze non calcolate che spuntano come funghi.
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