La manifestazione
Nel mirino le vendite di immobili che non hanno ancora finanziato le casse comunali
Flop delle alienazioni
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Paolo Barabino Barabino (Pdl) accusa la giunta: «Incapace»
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CECINA. Alienazioni degli immobili comunali, la programmazione fa flop. Lo sostiene Paolo Barabino, capogruppo Pdl in consiglio che già a dicembre dell'anno scorso aveva segnalato «il fallimento dell'attività di programmazione della giunta comunale riguardo alle alienazioni degli immobili di proprietà, il cui ricavato sarebbe stato investito per la realizzazione di opere pubbliche». «Infatti - spiega Barabino - a fronte dei 2.900.000 euro che sarebbero dovuti entrare nelle casse comunali a seguito dell'alienazione dell'immobile di via Boccaccio e degli ex magazzini comunali di via Puccini, si erano verificate entrate per soli 12mila euro tanto che l'amministrazione era stata costretta a eliminare molte delle opere pubbliche previste per il 2010 e rinviarle al 2011». E aggiunge: «Ebbene, trascorso un anno, quelle considerazioni sono ancora di stretta attualità. Siamo alle solite: anche per quest'anno i nostri amministratori non sono riusciti a effettuare le programmate alienazioni e nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza ha approvato una delibera di variazione dell'elenco annuale delle opere pubbliche con rinvio all'anno prossimo, tra gli altri lavori, del primo lotto della riqualificazione del centro e del quarto lotto del viale della Vittoria di Marina, il tutto per circa 3 milioni. La giunta reitera il clamoroso errore previsionale e continua a palesare un'endemica carenza di capacità e forza. E chissà se la realizzazione di tali opere troverà davvero spazio nel bilancio di previsione per il 2012 e se, alla luce delle erronee previsioni cui sino a oggi la giunta ci ha abituato, le stesse verranno davvero realizzate il prossimo anno. Il tutto, con buona pace delle promesse sbandierate in campagna elettorale e senza la benché minima assunzione di una qualsivoglia responsabilità circa la conclamata incapacità di tradurre in fatti le ricorrenti enunciazioni. Forse che anche a Cecina vi sia la necessità di un "governo tecnico"?»
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