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Dopo gli avvisi scatta la sospensione

I carabinieri davanti al municipio, a destra il castello di Rosignano dove c’è l’ufficio cultura
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I carabinieri davanti al municipio, a destra il castello di Rosignano dove c’è l’ufficio cultura

Regoli e Del Ghianda interdetti per un mese dai pubblici uffici

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ROSIGNANO. Non potranno svolgere il loro lavoro per un mese. E presto si concluderà l'indagine nei loro confronti, presumibilmente con una richiesta di rinvio a giudizio. Ieri mattina i carabinieri sono tornati nell'ufficio cultura del Comune, in via del Castello. I militari hanno notificato un'ordinanza di interdizione dai pubblici uffici a due impiegati, Edina Regoli e Riccardo Del Ghianda: la prima direttrice del museo archeologico di Palazzo Bombardieri, il secondo dipendente dello stesso museo. La misura cautelare è stata firmata dal giudice delle indagini preliminari Antonio Pirato su richiesta del sostituto procuratore Gianfranco Petralia. Il pm a quanto pare aveva chiesto i domiciliari. Il gip ha optato per una misura più blanda. Il provvedimento è immediatamente esecutivo. Da ieri dunque, e per un mese, i due impiegati sono interdetti.  Regoli e Del Ghianda sono indagati in concorso per truffa ai danni dello Stato e peculato. L'indagine risale all'estate dello scorso anno e fu innescata da una denuncia anonima. Anzi, due denunce. Una riguardava l'uso dei telefonini, ma non ebbe seguito. L'altra invece riguardava gli automezzi comunali e questa, sempre secondo le accuse, ottenne riscontri. Nello specifico Del Ghianda avrebbe utilizzato a fini personali una Fiat Punto e un Fiat Ducato dell'amministrazione comunale. Regoli a sua volta è accusata di averlo coperto. Entrambi hanno sempre ribadito la loro innocenza. La particolare attività di gestione del museo comporta frequenti spostamenti per tutta una serie di attività: questa la linea di Del Ghianda e della stessa Regoli. Invece secondo i carabinieri, che li avevano pedinati per mesi, Del Ghianda avrebbe usato il furgone anche per andare a prendere il caffè, il giornale o per recarsi in alcuni orti di suoi conoscenti. Lo avrebbe fatto quindi su un'auto del Comune e in orario di lavoro.  L'indagine venne alla luce il 18 gennaio, quando i carabinieri si recarono per la prima volta negli uffici di via del Castello ad acquisire alcuni documenti legati alle attività di servizio del personale. Un mese dopo gli investigatori vi tornarono per acquisire altri atti autorizzativi firmati dalla Regoli. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti anche i tabulati telefonici con il traffico in entrata e uscita tra i due indagati.

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