Il Tirreno

Polemica sui permessi: «Chi li dà non può essere all’oscuro di quanto successo»

Vietato costruire lungo il fiume

Uno scorcio del fiume Cecina
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Uno scorcio del fiume Cecina

Belcari (Rifondazione): «Anche Cecina è a rischio alluvione»

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 CECINA. «Siamo sicuri che sia saggio ed intelligente costruire dove in passato ci sono stati due metri d'acqua?». Lo chiede polemicamente Renzo Belcari, segretario di Rifondazione a Cecina a proposito delle recenti alluvioni che hanno provocato morti e disastri.  Belcari ricorda che «nel novembre del 1966, anche il fiume Cecina straripò e fece tantissimi danni. Le acque del fiume, per alcuni lunghissimi minuti, superarono addirittura il ponte sull'Aurelia. Visti questi precedenti e i morti e le distruzioni che si ripetono continuamente, ci sembra rischioso dare permessi di costruire dove c'erano due metri d'acqua».  E aggiunge: «I soliti cementificatori interessati, ci diranno che l'alluvione è stata tanti anni fa, ma è proprio per questo, che più passa il tempo, e più le probabilità che capiti di nuovo aumentano. Ci racconteranno, che adesso, c'è un argine remoto, che ci salverà dalle alluvioni, ma questo argine è sotto di due metri alla alluvione del 1966, e se dovesse succedere come allora, non servirebbe a niente. Chi dà i permessi a costruire dove ci sono stati due metri d'acqua, non può, non deve essere all'oscuro di quello che è successo nel passato»!

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