Finanza
Panchine divelte, manufatti scalcinati, fontane abbandonate e fiori ridotti allosso
C'era una volta un bel parco
Alessandra Bernardeschi
Sempre più degrado al Pasquini. Il Comune: «Dura intervenire»
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CASTIGLIONCELLO. Non ci sono più i fiori lungo il viale che porta all'ingresso, tantomeno le statue, tolte per motivi di sicurezza alcuni anni fa e mai più ricollocate nel parco del Pasquini. Al posto dell'acqua le vasche sono piene di foglie e di qualche cartaccia, mentre sulla scacchiera fissata ad un tavolo di legno accanto ai giochi per bambini qualcuno ha spento sigarette lasciando solo cicche spente. Un velo di trasandatezza sta coprendo pian piano il parco del castello. Una decadenza che non si scorge là dove vengono svolte le cerimonie, dai matrimoni settimanali alle mostre, ma poco oltre, proprio dietro l'angolo, dietro l'ultimo leccio. Una trasandatezza segnalata già a fine estate e che oggi sembra essersi fatta ancora più pesante. Appena varcato il grande cancello che si affaccia sulla via Aurelia, basta voltare a sinistra e salire i pochi gradini che portano proprio dietro alla "Virgola" un tempo dimora del casiere del conte Pasquini e oggi centro Diego Martelli. La piazzetta antistante realizzata dall'architetto Nicola Toncelli durante un lavoro di restauro del parco terminato oltre dieci anni fa che costò circa tre miliardi di lire con contributi anche dalla Comunità europea, si sta sgretolando. Cade a pezzi anche la piccola edicola in legno (ormai senza più vetri) in stile Liberty, così come la piccola casetta, utilizzata forse come magazzino, proprio sopra la piazzetta. Si sta sgretolando la calce, tra il giallo e l'ocra, che ricopriva i muri delle scalette e della stessa "Virgola". Anche questa avrebbe bisogno di manutenzioni. Poco oltre una vasca ovoidale con attorno piante secche; un'altra simile è poco più in su, vicino ai giochi per bambini. L'acqua è assente, così come spenti sono i faretti che dovrebbero, accesi, rendere suggestiva l'atmosfera attraverso un gioco di luci ed ombre. Sempre accanto all'area giochi, una panchina rotta ormai inutilizzabile. Non sta meglio il piccolo anfiteatro seminterrato che, ai tempi d'oro, veniva utilizzato per spettacoli teatrali e dove ora il muschio la fa da padrone. In qua e là vasi rotti, archetti di ferro, che segnano il passaggio per il parcheggio, ormai arrugginiti. «Sappiamo quale sia la situazione non solo del parco del castello Pasquini ma anche della pineta Marradi il cui piano scade nel 2012 - dice l'assessore ai lavori pubblici Lilia Benini - ma il problema è sempre quello: il patto di stabilità. Come possiamo incaricare una ditta che svolga alcuni interventi di manutenzione senza sapere quando poterla pagare? E come possiamo caricare ancora di lavoro i pochi operai rimasti al servizio manutenzione che già stanno facendo di tutto, compresa la pulizia delle griglie lungo le strade? Non posiamo assumere nuovo personale perché il rapporto tra pensionati e nuovi assunti è all'incirca uno a cinque». Ossia ogni cinque persone che vanno in pensione il Comune ne può assumere una soltanto. «Questa situazione ci sta mettendo in grande difficoltà, perché il problema oggi rispetto a quello degli anni passati, è mantenere, accudire i beni che abbiamo». A questo si aggiunge anche il taglio di risorse di Palazzo civico per la cura del verde nei confronti di Rea.
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