Proteste
Il caso. Circa 20 richieste di risarcimento all’anno: tra pronto soccorso e reparti tante sparizioni
Quanto ci costano le dentiere...
Rino Bucci
Oggetti smarriti in ospedale: l'Asl paga una media di 1000 euro alla volta
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CECINA. Se le dentiere spariscono il servizio pubblico paga. Sembra strano, quasi impossibile, ma capita di frequente: il cittadino arriva in ospedale per il ricovero programmato o al pronto soccorso per un'urgenza. Poi scatta il trattamento sanitario e la protesti viene smarrita. A quel punto - ristabilita la salute - l'ex degente inoltra la richiesta di risarcimento all'azienda sanitaria. E l'Asl paga, in media, a colpi di mille euro a volta. Le dentiere sono al primo posto nella rete degli oggetti smarriti in ospedale, ma nella lunga lista figurano anche le protesi acustiche, gli occhiali da vista e i telefoni cellulari. Ad essere curioso non è solo il fatto che le dentiere vengano perse, ma anche la loro sorte. La maggior parte delle volte rimangono nelle pieghe delle lenzuola. A quel punto dalla stanza di un reparto dell'ospedale alla lavanderia il passo è breve. Le protesi vengono lavate e, di fatto, messe fuori uso. Così scatta il risarcimento. E l'Asl paga, soprattutto in questi piccoli casi che non raggiungono la cifra dei 50mila euro. Qui, in base alla procedura, si può usufruire della concigliazione. È il modo più rapido per ottenere il rimborso senza presentarsi davanti ad un giudice. Al cittadino non costa niente mentre per l'azienda di Monterotondo la spesa ruota sempre intorno ai mille euro. I soldi arrivano - in media - dopo uno, al massimo, due anni. Come è accaduto alla signora C.G. arrivata al pronto soccorso di Cecina il 13 settembre del 2009 con gli occhiali da vista ed uscita dallo stesso reparto senza. A lei - dopo il ricorso - l'Asl dovrà restituire 250 euro. Il pronto soccorso non ha portato fortuna neanche al signor L.G; è arrivato nella sezione d'urgenza il 3 aprile 2010 con la protesi acustica. E lì, l'apparecchio per rimanere in conttatto con il resto del mondo, è sparito per sempre. Per questo smarrimento, l'Asl staccherà un assegno da mille euro. Un altro esempio? La signora R.A. dopo essere stata ricoverata nel reparto di medicina il 25 ottobre 2010 non ha più trovato il telefono cellulare. È stata risarcita con 100 euro. La maggior parte delle piccole richieste di risarcimento è di natura sanitaria, più raramente capitano le richieste di tipo extrasanitario. Ma ci sono. Come nel caso del signor C.L. arrivato con l'auto al distretto livornese di Borgo san Jacopo e tornato via con la vettura danneggiata a causa della sbarra difettosa installata all'ingresso della struttura. Solo nell'ultima delibera l'Asl livornese ha stanziato circa 7mila 500 euro per risarcire i piccoli smarrimenti tra dentiere, cellulari e occhiali da vista. In media, per le "sparizioni" nell'ospedale di Cecina arrivano circa 20 richieste di risarcimento danni (furono 19 nel 2009 e 22 nel 2007). Si viaggia al ritmo di quasi due oggetti smarriti al mese. Senza contare che molti degenti - magari all'oscuro della procedura di conciliazione - scelgono di non intraprendere la strada della causa e se ne tornano a casa senza gli occhiali o il telefono.
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