Il Tirreno

Le associazioni di volontariato preoccupate: non andiamo più avanti

Tassa sì, ma sul pedigree...

Divina Vitale
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Cani trovatelli in un canile

«Sarebbe terribile: salterebbero tante adozioni»

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CECINA. La tassa sugli animali domestici proprio no. Sembra ormai certo che si sia trattato di una bufala ma la notizia che il governo pensasse di tassare come beni di lusso anche gli animali da compagnia ha fatto trasalire, e indignare, prima di tutto, le associazioni di volontariato presenti sul territorio. È una bufala, ma se non altro la notizia ha stimolato molto alla riflessione. Non era pensabile infatti che anche gli animali entrassero nel circuito come vittime di un sistema economico che ormai non sa più dove andare a pescare risorse. I rischi di una tassazione sarebbero parecchi e smisurati: randagismo, eutanasia, abbandoni sempre più frequenti e diminuzione drastica delle adozioni.  Per non parlare delle associazioni, già ridotte sul lastrico e non più finanziate dai comuni, finirebbero per chiudere. E gli animali? La preoccupazione è inevitabile. «Sarebbe la rovina totale - commenta Sandra Bolognesi, fondatrice associazione Animali per Amici che gestisce il canile di Donoratico e San Vincenzo - quello che non vorremo mai vedere: prolificazione del randagismo, i cani senza microchip verrebbero lasciati ovunque. Tanti animali soppressi con la causale "non possiamo mantenerli". E le persone anziane che hanno animali da compagnia, che fine faranno?»  Anche a Cecina la situazione non è migliore. L'Oasi del Cane e del gatto sta per chiudere. «Si tornerebbe indietro di vent'anni se fosse applicata questa tassa - dichiara Filippo Casini, responsabile - gli animali non verrebbero più adottati e i canili strariperebbero. Ed è un vero peccato perchè le cose negli ultimi tempi stavano migliorando. Abbiamo consegnato sei cani in adozione nell'ultimo mese e avevamo notato che il 90% degli animali che entravano avevano il microchip, tutti stimoli molto positivi. So che anche il canile Paratino, vicino al nostro sta attraversando notevoli difficoltà».  «Quella che stanno attraversando i canili oggi è una fase drammatica - aggiunge Valentina Scardapane, volontaria dell'associazione Mici Felici - risorse in primis. ma vogliamo parlare di tutto quello che non funziona? Partiamo dai tanti cacciatori che non mettono il microchip ai cani in modo da liberarsene senza intoppi. Poi la storia della tassa ha già mietuto le sue vittime. Il caso più eclatante: ieri ci è saltata un'adozione, dopo che una signora ha saputo della possibile istituzione. Io ho 15 cani meticci, non ho figli, non mi posso permettere altro, cosa devo pensare?? Forse è più giusto istituire una tassa su chi compra cani da mille euro, ma non randagi o meticci. Ci sono allevatori che speculano sugli animali e poi ci portano a fine anno gli "scarti", i "difettati" e vogliamo parlare delle cucciolate a nero? E infine - conclude - come si può parlare di una tassa sui gatti in Italia, un paese dove l'anagrafe felina non esiste».

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