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E per il progetto comprensoriale i soldi non ci sono

Vincenzo Brogi, dirigente del Comune di Rosignano (capofila nella zona per la gestione del randagismo)
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Vincenzo Brogi, dirigente del Comune di Rosignano (capofila nella zona per la gestione del randagismo)

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 L'allarme dei canili locali si lega ad un altro problema, di tipo gestionale.  Tutto inizia infatti dalla nascita della gestione associata del randagismo che vede protagonisti i dieci Comuni della Bassa Val di Cecina. Gestione nata con lo scopo di realizzare un canile pubblico del quale si parla da tanti anni ma che sembra ancora ben lontano da venire; tant'è che ancora non c'è certezza dei finanziamenti da parte della Regione. Il canile di cui si parla da tempo dovrebbe essere realizzato nella zona del Giardino, a Riparbella.  Capofila per la gestione del randagismo è il comune di Rosignano: «Il canile Oasi - spiega Vincenzo Brogi dirigente settore Qualità della vita - non ha partecipato al bando di concorso. Comunque sia, così come prevede la normativa, avevamo un accordo con loro per la prima accoglienza. Infatti se troviamo un cane vacante non lo mandiamo subito a Reggio Emilia ma lo tratteniamo nei canili di zona per 60 giorni in attesa di ritrovare il padrone. Avevamo inoltre concordato con l'Oasi il mantenimento di 15 cani. Pochi giorni fa è arrivato un fax da parte dei gestori del canile nel quale viene comunicato che non ce la fanno più a mantenere gli impegni. E dunque ci siamo mossi per cercare un'altra struttura vicina che ci garantisca questo servizio. Capiamo la loro difficoltà, ma noi siamo vincolati e dobbiamo fare gare pubbliche. Inoltre, fortunatamente, il fenomeno del randagismo sta diminuendo».

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