Sicurezza
Pubblica assistenza: dopo tre anni di disagi c'è la sede ristrutturata
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Uno scorcio della sede della Pubblica assistenza di RosignanoStamani la festa per l'inaugurazione dei nuovi locali Frecciatina al Comune sugli oneri di urbanizzazione
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ROSIGNANO. Dopo quasi tre anni di sistemazione provvisoria nei container, finalmente inaugura questa mattina alle 10 la nuova sede della Pubblica assistenza di Rosignano. Una cerimonia ufficiale che richiama autorità, vertici di enti sanitari e associazioni di volontariato, sostenitori, con un nutrito cerimoniale di consegna di attestati e targhe. Ma un «ringraziamento speciale va ai tanti volontari che - dichiara il presidente Nicola Di Paco - che in questi anni difficili non ci hanno abbandonato». Un percorso lungo e tortuoso, nel quale si sono rincorse più ipotesi per la nuova destinazione: da quella della ristrutturazione della vecchia sede alla possibilità di una costruzione ex novo; fino alla decisione di mettere mano al capannone delle Morelline dove l'associazione possedeva già alcuni uffici, al piano primo.
Una progetto che ha interessato 700 metri quadri fra piano terreno e una parte del piano superiore, per un totale di spesa di «215mila euro - dichiara il presidente - a fronte delle 160mila previste. Le spese aggiuntive sono state determinate soprattutto dagli arredi». «In particolare - dice la direttrice Cristina Nava - letti e altri elementi che erano nei container e hanno risentito dell'umidità».
L'iter. Tutto inizia nel 2009 quando l'edificio della vecchia sede in via della Repubblica (di proprietà del Comune) viene dichiarato inagibile e si rende necessario il trasferimento. Si decide per la soluzione container, piazzati nell'area del capannone che l'associazione possiede alle Morelline. Due strutture datate che daranno non pochi problemi a chi dovrà dormirci o rispondere al centralino, dall'umidità ai rumori alla poca privacy e allo spazio ristretto: doveva essere una soluzione provvisoria e invece si è protratta per tre anni. Il progetto. Firmato dall'architetto rosignanese Becuzzi, comprende, al piano terreno: aula volontari con servizi, cucina, refettorio, lavanderia, spogliatoi, ufficio volontari, deposito farmaci, centralino, ufficio protezione civile, reparto notte (camere per volontari e medico Asl), e due locali destinati al servizio di primo soccorso, per gestire i codici banchi del pronto soccorso. «Ma qui siamo in attesa - dice Di Paco - del via libera dell'Asl». Al piano superiore sono stati ricavati gli uffici di presidenza, direzione, e una stanza per l'archivio. «Gli interventi al primo piano - afferma di Paco - hanno comportato una riorganizzazione degli spazi che ha consentito il potenziamento di alcuni servizi come la presenza di reumatologo, logopedista e podologo».
I partner. La spesa del progetto, dice il presidente, è stata sostenuta dalla Pubblica assistenza con il sostegno di numerosi sponsor e sostenitori. «Purtroppo - afferma la direttrice - non sono arrivati i soldi derivanti dagli oneri di urbanizzazione che abbiamo richiesto al Comune».
Una progetto che ha interessato 700 metri quadri fra piano terreno e una parte del piano superiore, per un totale di spesa di «215mila euro - dichiara il presidente - a fronte delle 160mila previste. Le spese aggiuntive sono state determinate soprattutto dagli arredi». «In particolare - dice la direttrice Cristina Nava - letti e altri elementi che erano nei container e hanno risentito dell'umidità».
L'iter. Tutto inizia nel 2009 quando l'edificio della vecchia sede in via della Repubblica (di proprietà del Comune) viene dichiarato inagibile e si rende necessario il trasferimento. Si decide per la soluzione container, piazzati nell'area del capannone che l'associazione possiede alle Morelline. Due strutture datate che daranno non pochi problemi a chi dovrà dormirci o rispondere al centralino, dall'umidità ai rumori alla poca privacy e allo spazio ristretto: doveva essere una soluzione provvisoria e invece si è protratta per tre anni. Il progetto. Firmato dall'architetto rosignanese Becuzzi, comprende, al piano terreno: aula volontari con servizi, cucina, refettorio, lavanderia, spogliatoi, ufficio volontari, deposito farmaci, centralino, ufficio protezione civile, reparto notte (camere per volontari e medico Asl), e due locali destinati al servizio di primo soccorso, per gestire i codici banchi del pronto soccorso. «Ma qui siamo in attesa - dice Di Paco - del via libera dell'Asl». Al piano superiore sono stati ricavati gli uffici di presidenza, direzione, e una stanza per l'archivio. «Gli interventi al primo piano - afferma di Paco - hanno comportato una riorganizzazione degli spazi che ha consentito il potenziamento di alcuni servizi come la presenza di reumatologo, logopedista e podologo».
I partner. La spesa del progetto, dice il presidente, è stata sostenuta dalla Pubblica assistenza con il sostegno di numerosi sponsor e sostenitori. «Purtroppo - afferma la direttrice - non sono arrivati i soldi derivanti dagli oneri di urbanizzazione che abbiamo richiesto al Comune».
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