Il Tirreno

TASSA DI SOGGIORNO/1

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TASSA DI SOGGIORNO/1 Anche Pisa segua l'esempio della Val di Cecina  Sulla tassa di soggiorno Pisa deve poter seguire, sia nel metodo adottato, che nel merito, la scelta effettuata dai comuni della Val di Cecina, che hanno deciso di rinunciare all'introduzione della tassa di soggiorno sulle attività alberghiere e ricettive. Una decisione lungimirante, frutto di un ampio e articolato percorso di concertazione con tutti i soggetti in causa, una decisione che trova il nostro pieno consenso e il nostro più sincero ringraziamento. Ha vinto quindi la considerazione che, in un momento di crisi come quello attuale, a rischio recessione, non è possibile aggravare la situazione economica e burocratica delle imprese, tanto più di quelle imprese impegnate nella promozione e nella valorizzazione turistica e commerciale dei nostri territori. Ringraziamo queste amministrazioni comunali per la scelta effettuata, un modello di decisione responsabile e sensata. Al momento giusto, alla scadenza dei rispettivi mandati, gli imprenditori si ricorderanno bene di questa decisione e sapranno comportarsi di conseguenza. Alla luce di questo, invitiamo l'amministrazione comunale di Pisa a ritornare prontamente sui propri passi, a saper cogliere il valore e l'importanza di un ripensamento decisivo, da intendersi come un gesto di forza e di grande responsabilità collettiva. A chi giova penalizzare le imprese locali del turismo, bloccare la crescita e la competitività del nostro sistema? Perchè ridurre le prospettive del nostro turismo, un settore economico fondamentale e gravare imprese e turisti di nuovi balzelli e adempimenti? Siamo disposti a discutere misure alternative, ma ora più che mai Pisa e la sua provincia hanno l'occasione di mandare un segnale in netta controtendenza, un segnale di fiducia e apertura verso il futuro, di rispetto delle imprese, di affidabilità e capacità competitiva del nostro territorio. Noi ci crediamo». Federico Pieragnoli (direttore Confcommercio Pisa) TASSA DI SOGGIORNO/2 Dopo gli autovelox s'inventa un altro balzello  Un amministratore, che sia di maggioranza o di minoranza, non può che affermare che la gestione ordinaria di un Comune, alla stato attuale, non può essere gestita se non si ricercano entrate aggiuntive (auguriamoci che il nuovo Governo ponga dei correttivi).  Il cittadino non può che dichiarare di essere infastidito, amareggiato (il vocabolo appropriato non lo utilizzo ma è facilmente intuibile) dagli espedienti a cui si ricorre per fare cassa. Le Amministrazioni dovrebbero avere la dignità di dire che gli autovelox hanno la finalità preminente di fare incamerare soldi. Ma i soldi ricavati dagli autovelox non bastano più ed allora si inventa la tassa di soggiorno.  La prima domanda e la prima risposta che dovremmo dare è: con questa tassa si incrementa o si penalizza il turismo? La seconda domanda e la seconda risposta che dovremmo dare è: partendo dalla premessa sancita dalla nostra Costituzione che la legge è uguale per tutti, se questa tassa, una volta istituita, non si estendesse a tutto il territorio nazionale (indipendentemente se una zona ha vocazione turistica o meno) non si corre il rischio di penalizzare alcuni o di favorire altri? Nota bene: nel nostro piccolo comprensorio c'è attualmente il fronte pisano che sull'applicazione di questa tassa la pensa diversamente dal fronte livornese!  Ultima nota, ma non di poco conto, si parla che questo nuovo balzello vada applicato nel 2012... nessuno è stato informato che gli operatori turistici siglano i contratti con le agenzie un anno prima e pertanto si troverebbero nella situazione di essere loro a pagare la tariffa del soggiorno. Vincenzo Paroli (assessore Comune di Riparbella) COMMERCIO/1 Venga, assessore Lucchesi, a parlare coi negozianti  Chi scrive è un castagnetano dalla nascita e un commerciante da 30 anni, a sua volta padre di commercianti.  Con questa lettera indirizzata all'assessore Lucchesi mi faccio portavoce non solo del mio pensiero ma anche di quello delle altre attività presenti nel Comune di Castagneto Carducci, che sono sicuramente un termometro di valutazione circa l'andamento del turismo e del commercio. Da qualche anno stiamo assistendo a un calo costante delle vendite e di conseguenze degli introiti.  Ed è proprio per questo che mi viene da chiedere all'assessore se le sue affermazioni siano il frutto dei dati espressi dall'assessore provinciale Pacini, nell'articolo del Tirreno del giorno giovedì 3 novembre 2011, perché purtroppo e sottolineo purtroppo l'assessore Lucchesi a Castagneto e nelle altre frazioni non si è mai vista nei negozi per sapere quale fosse la situazione reale.  Nell'articolo viene fatto un riferimento circa un incremento di presenze nel nostro comune dai paesi dell'est con preciso riferimento al mercato russo. L'unico incremento che ad oggi abbiamo potuto vedere è quello delle tante badanti e dei loro familiari che vengono si dall'est ma per lavorare e condividere con noi questo momento di crisi. Credo che prima di poter rilasciare affermazioni forse sarebbe più opportuno verificare con chi veramente ogni giorno lavora sul territorio e nel commercio. Per questo invitiamo gli assessori a vedere quale è la vera realtà, mettendo loro a disposizione i nostri libri contabili, in modo che possano accorgersi che forse non è proprio esatto parlare di incremento del turismo.  Perché non è certo facendo affermazioni di berlusconiana memoria (che tutto va bene, che l'economia non è in crisi...) e negando la realtà dei fatti che si può pensare di dare una svolta al trend negativo che sta caratterizzando il nostro comune in questi ultimi anni. Guido Morganti COMMERCIO/2 Ma si può scombussolare tutto per un mercato?  Buongiorno, vorrei suggerire se sia opportuno aprire una discussione sul problema mercato del martedi e della sua collocazione e già che ci siamo anche sul problema del mercato della domenica, l'estate, a Marina di Cecina.  Oggi è martedi e come ogni martedì soffro di questa situazione relativa al mercato e tutte le volte faccio le solite considerazioni: ma si può scombussolare l'intera cittadina per una collocazione sbagliatissima del mercato? Quanti problemi crea a tutti i cittadini cecinesi e non lo svolgersi del mercato?  Possibile che l'amministrazione, che io considero piuttosto moscia, nello studio del piano regolatore non sia stata in grado di prevedere un'eventuale spostamento del mercato in altra zona? prendere esempio da Rosignano; hanno creato una zona dove svolgere il mercato senza penalizzare niente dal punto di vista del traffico, delle scuole eccetera. Cosa ne pensate? Giancarlo Chiavaro (Cecina) LA POLEMICA Non c'è da chiedere nessuna scusa sulla sagra  Ancora una volta i consiglieri d'opposizione espongono la realtà dei fatti e chi è chiamato in causa si difende solo denunciando che sono falsità. I fatti sono emersi in un incontro ufficiale-istituzionale presso l'azienda "Il Giardino" alla presenza di ben 7 consiglieri comunali tra cui l'assessore al Bilancio Francesca Fantini che ha puntualmente confermato su facebook quanto dichiarato da Francalacci: "Il fatto che il cinghiale usato in quest'edizione della Sagra non fosse quello di Riparbella lo ho appreso nello stesso momento dei consiglieri d'opposizione", quindi non comprendiamo la richiesta di scuse avanzata dal presidente Meini. Tutto quanto dichiarato dal Francalacci corrisponde perfettamente a quanto appreso da tutti noi, sabato 17 novembre. Il non utilizzo del cinghiale maremmano è stato giustificato dal Meini con la difficoltà di cattura, però dichiara che lunedì si è attivato per ordinare i cinghiali e nonostante le difficoltà di cattura e senza alcun congruo preavviso sono riusciti in solo due giorni a macellarli. Lo sforzo per porre rimedio ad una situazione alquanto imbarazzante per La Pro Loco è apprezzabile e ci auguriamo che il nostro intervento sia da stimolo affinchè essa si adoperi ancor meglio nel compiere il ruolo istituzionale che le è proprio ma le tante incongruenze delle dichiarazioni ci obbligano ad un'attenta valutazione del rapporto tra il Comune e la Pro Loco, mentre spetterà ai soci giudicare se il fine dell'associazione sarà stato effettivamente raggiunto. Abbiamo sempre creduto nella scelta di affrontare i problemi a viso aperto con lo scopo di risolverli e continueremo a contrastare chi nega l'evidenza dei fatti solo per trovare un'altro colpevole su cui scaricare la responsabilità della propria condotta e disconosciamo la richiesta, rivolta ancora adesso a noi dell'opposizione, di non parlare pubblicamente dei problemi. Sono anni che da tutte le parti arrivano lamentele ma nessuno le affronta a viso scoperto, a Riparbella è ora di dire basta! Emilio Mancini (Insieme per Cambiare Comune di Riparbella)

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