Sicurezza
Pieno sostegno a Guarguaglini e a Finmeccanica
Alberto Balestri Circolo Malerbi
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Non gli è bastato, all'ingegnere Pierfrancesco Guarguaglini, trasformare, negli anni, un vecchio ed obsoleto carrozzone clientelare, costituito il 18 marzo 1948 dall'Iri sulle macerie del secondo conflitto mondiale, in un gruppo integrato, leader planetario focalizzato su tre pilastri strategici; elicotteri, elettronica per la difesa e sicurezza aeronautica. Oggi Finmeccanica è tutto questo: un gruppo realmente internazionale, con oltre 250 sedi estere, delle quali oltre il 40% è costituito da siti produttivi, 73,000 dipendenti, e ha fatto della tecnologia e innovazione gli elementi essenziali della propria competitività. Grazie all'impegno nelle attività di Ricerca e Sviluppo Finmeccanica è in testa alle maggiori imprese italiane che investono in alta tecnologia ed è tra le prime 10 al mondo. Da qualche mese si sta facendo il possibile per svilire, umiliare e sfasciare questo presidio di "resistenza industriale. Finmeccanica è nel tritacarne di tutte le inchieste sui traffici loschi. Il presidente Guarguaglini ha categoricamente respinto le ultime accuse e ha dichiarato che il gruppo non ha mai creato fondi neri. Ma non può più bastare. Finmeccanica è un gruppo troppo importante. Come ha giustamente avvertito il senatore Luigi Zanda, non può essere sommerso ogni giorno da un fiume di carta bollata e di legittimi sospetti. Esprimiamo fiducia nella magistratura, amicizia e stima nel presidente Pierfrancesco Guarguaglini, che conosciamo per una lunga consuetudine, anche familiare: il suo babbo, Dr Arcangelo Guarguaglini è stato per un lungo periodo medico condotto di Donoratico, nel Comune di Castagneto Carducci. Concludiamo che al punto cui sono giunte le indagini della magistratura, una cosa è certa. Questa eutanasia di un campione nazionale non è più tollerabile.
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