Il Tirreno

Lavatoi, sorgente contaminata

Mario Moscadelli
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Tecnici alle prese con le operazioni di bonifica ai lavatoi

Arpat: «Gasolio nell’acqua delle fonti». Ora si attendono gli esiti dei campionamenti. Stop all'annaffiamento e alla raccolta negli orti vicini allo sversamento

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ROSIGNANO. Stop all'utilizzo dell'acqua dalla sorgente dei lavatoi. È questo il primo effetto dello sversamento di gasolio dalla cisterna comunale a servizio della scuola elementare Carducci, a Rosignano Marittimo. Effetto che al momento si ripercuote su tutti gli orti della zona, dove al momento è consigliata la non raccolta. Fino a ieri sera non c'era nessuna ordinanza dell'amministrazione comunale, ma in particolare i titolari degli orti vicini ai lavatoi sono stati avvertiti e consigliati dai tecnici del Comune. Tuttavia, solo gli esiti dei campionamenti effettuati dai tecnici di Arpat e Asl faranno chiarezza sull'entità dell'inquinamento, sia per quanto riguarda la falda che i terreni.  

La bonifica.
L'allarme per lo sversamento è scattato mercoledì sera intorno alle 19. Una volta accertata la presenza di gasolio nell'acqua dei lavatoi, il Comune ha attivato le procedure di bonifica. «Sono già avvenute - spiegano da Arpat - le prime operazioni di aspirazione del gasolio residuo della cisterna e di aspirazione dell'acqua contaminata nei vecchi lavatoi pubblici». E ieri mattina i tecnici «hanno riscontrato la contaminazione della sorgente passante per i vecchi lavatoi dove è stata verificata la presenza di una forte maleodoranza tipica di idrocarburi e la presenza di tracce di gasolio nell'acqua che fuoriusciva dalle fonti». Inoltre, come conferma Arpat, sono stati effettuati prelievi di campioni di acqua in uscita dalle fonti dei lavatoi, alla sorgente Goracci e nel fosso Goracci, a valle dell'immissione delle due fonti, in via Piè di Grotti». La nota si chiude così: «Si attendono gli esiti analitici al fine di confermare la contaminazione dei campioni prelevati». Dunque, è probabile che oggi il quadro della situazione sia più chiaro.  

Gli orti nel mirino.
A risentire di più dello sversamento sono i numerosi orti innaffiati con l'acqua della sorgente dei lavatoi, ma anche tutti quelli dislocati nelle vicinanze. E sarebbero più di una decina gli orti sotto accertamento. «Siamo stati informati dal Comune - dice Renzo Giusti, titolare di uno degli orti in questione - di non utilizzare quell'acqua. Nel frattempo, però, alcune delle mie piantagioni si sono bruciate a causa dell'acqua inquinata. Per il momento non raccoglieremo quanto oggi spuntato dalla terra, ma vogliamo sapere al più presto se questi ortaggi saranno poi buoni da mangiare». Giusti non è il solo a volerlo sapere. «Per adesso - afferma Mario Cinci, altro contadino del posto - ci hanno detto di non raccogliere niente e di non innaffiare con l'acqua dei lavatoi. Comunque, già da martedì si sentiva nell'aria un odore strano, che con il passare delle ore è diventato sempre più forte. È stata la proprietaria di un cane a segnalare la contaminazione: il suo animale di solito beve da quella fonte, ma l'altro giorno non l'ha fatto e la donna si è accorta della presenza di gasolio nell'acqua».

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