Il dolore
Protocolli per la cura dell'infarto
L'Asl sull'emodinamica: «Ecco perché si fa a Livorno»
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CECINA. La scelta dell'emodinamica a Livorno e il percorso di assistenza di chi è colpito da un infarto? «Non sono il frutto di scelte estemporanee - ribadisce la direzione dell'Asl -, tanto meno, dettate da logiche di risparmio, bensì da motivazioni scientifiche e razionali». Le strategie aziendali relative al percorso assistenziale dei pazienti sono state elaborate «in modo da garantire la risposta più appropriata per i cittadini residenti in tutto il territorio di competenza». Ricorda la direzione Asl come ciò sia «dimostrato da quanto riportato dalla letteratura più autorevole in materia ad esempio "Standard e linee guida per i laboratori di diagnostica e terapia cardiovascolare invasiva della Società Italiana di Cardiologia Invasiva" che fornisce precise indicazioni relative ai laboratori di emodinamica. In particolare si fa riferimento alla «collocazione ideale di un laboratorio di diagnostica e terapia cardiovascolare invasiva che deve essere in una struttura cardiologica (struttura complessa o dipartimento) della quale il laboratorio deve essere parte integrante. Il laboratorio dovrebbe inoltre presentare uno stretto collegamento spaziale con l'Unità di terapia intensiva coronarica (Utic), con tutte le apparecchiatura per la diagnostica strumentale incruenta, con il pronto soccorso/dipartimento di emergenza e con la cardiochirurgia». Pertanto - fa notare l'Asl - la collocazione di un laboratorio di emodinamica presso un ospedale di 2º livello quale è quello livornese risulta la più adeguata possibile. Si fa riferimento, inoltre, al bacino d'utenza: si parla fabbisogno di procedure annuale di angioplastiche coronariche variabile tra 2350 e 2650 procedure su milione di abitanti/anno. A livello aziendale, questo dato può essere soddisfatto solo ed esclusivamente dal presidio di Livorno. Inoltre «per assicurare livelli qualitativi adeguati in moda da garantire buoni risultati in termini di outcome» presso ogni centro devono essere eseguite almeno 400 procedure di pci all'anno. Quanto sopra corrisponde, come indicato in precedenza, a un bacino d'utenza minimo di 150.000 abitanti. Ci devono infine essere precisi requisiti organizzativi. L'Asl 6 ha comunque intrapreso nuove iniziative volte alla riduzione dei tempi intercorrenti tra l'intervento di soccorso effettuato da 118 e la valutazione elettrocardiografica (ECG). Questo permette di accelerare il trasferimento del paziente e l'intervento. A tale scopo sarà attivata una rete intraospedaliera che renderà più snello il percorso dei pazienti, ricoverati e non, che necessitano di un Ecg e ne ridurrà i tempi di attesa. Una rete territoriale, per la quale è in elaborazione il protocollo per l'attivazione della trasmissione per via telematica di Ecg dall'ambulanza 118 ad una stazione di tele-lettura e tele-refertazione. Questo consentirà di accelerare la decisione sul tipo di intervento necessario al paziente e sulla struttura idonea dove trasferirlo.
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