Proteste
Il legale del concessionario: «Su quellarea ci sono beni privati». Palazzo civico si difende
Spianate, è guerra legale sul lago
Chiara Castaldi
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Uno scorcio del lago alle Spianate oggetto del contenzioso Il gestore uscente: «Quel bando del Comune è illegittimo»
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ROSIGNANO. È guerra sul bando per la gestione del lago artificiale delle Spianate. Bando scaduto ieri e andato deserto stando alle notizie giunte dal Comune. «Ma faremo un altro bando - dichiara l'assessore al patrimonio Luca Simoncini - al ribasso». Ma il gestore "sfrattato" sta preparando una causa legale verso palazzo civico. A rivelare la causa legale è lo stesso gestore, nonché titolare delle strutture e delle attività commerciali annesse, Lorenzo De Grandis di Castiglioncello. De Grandis, tramite il suo avvocato, Luca Righi di Firenze, fa sapere che «se non troveremo accordi che ci soddisfano faremo ricorso al Tar contro il Comune». «Quello che contestiamo - spiega l'avvocato - è l'illegittimità del Comune di mettere a gara la gestione di un'area senza tenere in considerazione che su questa esistono immobili e soprattutto attività che non sono di proprietà pubblica bensì di De Grandis. Il Comune avrebbe potuto acquistare le struttture, oppure stabilire nel bando, in accordo con De Grandis, le condizioni di affitto o di acquisto del nuovo concessionario. Nel testo del bando invece - prosegue il legale - si dice che il nuovo affidatario dovrà autonomamente accordarsi con l'attuale proprietario, De Grandis appunto, e che in "caso contrario", vale a dire nel caso non si giunga a un accordo "il concessionario provvederà alla rimozione di quanto di sua proprietà", lasciando intendere in pratica che De Grandis dovrebbe demolire le strutture dai lui stesso realizzate senza alcun tipo di indennizzo da parte dal Comune». L'avvocato prosegue. «Non solo: nel bando si menzionano solo i beni immobili e non anche la proprietà delle concessioni per l'esercizio delle attività commerciali». Uno dei tre immobili presenti sull'area infatti è adibito a bar. «Una delle tre strutture - afferma De Grandis - che ho costriuto a mie spese. Nel 1996 ottenni la concessione dal Comune per una gestione decennale dell'area, che all'epoca era un terreno abbandonato e in parte adibito a discarica. Da allora ho svolto sull'area lavori di bonifica e ho realizzato le strutture in legno oggi esistenti: un magazzino e un bar-buffet, la recinzione dei 6 ettari del parco, i tavoli, la staccionata che delimita il laghetto, 7-8 piazzole per l'attività di pesca. Per un totale di 200-250 mila euro di spesa. L'attività è stata avviata nel 2000. Per 15 anni ho pagato l'affitto al Comune, pari a 3 milioni di vecchie lire il primo anno, e 6 milioni i successivi, fino all'entrata in vigore dell'euro quando l'affitto è salito a 6mila euro, aumentando progressivamnete in base agli aumenti Istat, fino alla cifra attuale di 8900 euro annui. Scaduti i dieci anni di concessione i contratti venivano rinnovati annualmente con la tacita proroga». L'assessore al patrimonio Luca Simoncini respinge le rivendicazioni di De Grandis. «La gestione tramite affidamento con gara - dice Simoncini - è un obbligo di legge. In ogni caso il bando riconosce la proprietà del concessionario uscente».
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