Il Tirreno

«Infarto, il piano non ci convince»

Rino Bucci
Don Reno Pisaneschi presidente del comitato
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Don Reno Pisaneschi presidente del comitato

Il comitato organizza giovedì un incontro sulla cardiologia

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 CECINA. Si parte da una domanda: è efficiente la rete per il trattamento dell'infarto dopo la riorganizzazione voluta dall'Asl? Ruota intorno a questo interrogativo l'incontro che il comitato Pro ospedale ha organizzato per giovedì sera (ore 21.15 salone parrocchiale). Il gruppo guidato da don Reno chiede chiarezza all'azienda sanitaria. «Purtroppo - dice don Reno - la dottoressa Calamai sta navigando a vista, questo perché non c'è il Pal (piano attuativo locale). Manca da anni. Ma quando un capitano naviga senza rotta rischia di finire in mare».  Alla "Serata del cuore" parteciperanno due "tecnici". Si tratta di Ferruccio Chiesa, ex direttore dell'Utic cecinese e attuale professore a contratto al Sant'Anna di Pisa e Antonio L'Abbate direttore scientifico all istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa. L'incontro arriva a pochi giorni dall'intervista che il direttore dell'Asl Monica Calamai ha rilasciato al Tirreno e in cui si illustra un riassetto che non prevede più soste intermedie all'ospedale di Cecina per i casi gravi, ma la corsa diretta verso Livorno. Questo grazie ai nuovi dispositivi in dotazione ai medici del 118 che consentiranno di effettuare l'elettrocardiogramma sul posto e di inviare il tracciato direttamente ai cardiologi.  «Una novità discutibile che ci vede scettici - dice Alessandro Tinti - perché invece non portare l'emodinamica a Cecina. Sarebbe utile anche a tutti i pazienti che vivono nei paesi collinari e che sarebbero costretti a viaggi improbabili, magari con un infarto in corso. Lasciatemi dire che è anche discutibile il comportamento della Cgil che ha firmato questi accordi con l'Asl».

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