Trasporti
SANITA'
Fabrizio Bagnoli (Pd Rosignano)
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SANITA' Io sto per prima cosa dalla parte dei cittadini Egregio signor Maurizio Tosi, riguardo alla vicenda "sanità locale" ed alle sue opinioni pubblicate sul Tirreno riguardo al mio operato nell'ultimo Consiglio comunale, mi pare che abbia ascoltato con scarsa attenzione il mio intervento e che in effetti, come da lei sottolineato, abbia "in testa una gran confusione"; mi dolgo se a provocarla è stato tale mio intervento e proverò a sintetizzare il punto di vista del gruppo consiliare che mi onoro di rappresentare. Contrariamente a quanto da lei riferito, non ho affatto cercato di "affossare" la mozione di Francesco Musotto, ho invece esordito affermando, provocatoriamente, che avrei votato (favorevolmente, ma) "con scarsa convinzione" tanto tale mozione che l'ordine del giorno (di analogo contenuto) condiviso da tutti i gruppi consiliari fatta eccezione per Fli. Ciò, come poi motivato, per rafforzare l'invito, a tutti, di passare dalle enunciazioni di principio ai fatti; a mio giudizio, è stata infatti una perdita di tempo la disquisizione di oltre un'ora sulle singole parole della mozione e dell'ordine del giorno, atti dal significato chiarissimo e che, seppure approvati, non hanno valore vincolante per chicchessia restando "lettera morta" se poi manca la volontà di attuarli davvero. Perdita di tempo ancora maggiore se si considera che anche i gruppi della maggioranza, diversamente dal passato, hanno finalmente "realizzato" che nella sanità locale vi sono problemi e criticità serie. Dopo di che, coerentemente, il nostro gruppo ha votato entrambe i provvedimenti. Sotto altro profilo, intendendo la politica come l'espletamento di un servizio in favore della collettività, non trovo davvero affatto strana la condivisione di percorsi o provvedimenti della maggioranza se ritenuti posti in essere nell'interesse della cittadinanza tutta. Sono convinto che l'opposizione non debba essere soltanto critica, ma anche propositiva, e che non debbano esistere pregiudiziali; il tutto, sempre e soltanto nell'interesse della gente. Nel caso della sanità locale, se nel passato abbiamo criticato aspramente la maggioranza per il suo marcato disinteresse, forse dovremmo continuare a farlo anche oggi che si è allineata alle nostre posizioni? Insieme alla cittadinanza, valuteremo criticamente i successi o gli insuccessi che saranno ottenuti. Esempio di politica fattiva è la formazione, nell'ultimo Consiglio comunale, della Commissione speciale sulla sanità proposta e voluta fortemente dal nostro gruppo consiliare; tale Commissione lavorerà con tecnici ed esperti nel settore della sanità sì che potremo acquisire qualificati giudizi di carattere tecnico con cui confrontarci concretamente con la direzione della Asl. Compete a noi far funzionare bene tale Commissione. Precisato che, come lei, sono tra i 17.000 firmatari del Comitato pro ospedale e tra i 4000 presenti alla manifestazione del 22 ottobre, il suo intervento mi suscita un'ulteriore riflessione, trovando infatti fuori luogo fare commistioni tra lo stesso Comitato e la dialettica consiliare. Il Comitato, per ferma volontà del suo fondatore e primo riferimento, don Reno Pisaneschi, è apolitico e, a mio giudizio, tale dovrebbe rimanere per mantenere la sua credibilità. Rispondendo infine alla sua domanda (da che parte sta, all'opposizione oppure con la maggioranza?), sul tema della sanità non c'è da stare in maggioranza od all'opposizione, bensì, nell'interesse esclusivo della cittadinanza, con chi persegue il fine del potenziamento dell'ospedale di Cecina, comportandosi dapprima da "uomini", con i propri valori e la propria dignità, poi da militanti di partito; se poi tutti i partiti combatteranno insieme la battaglia per la sanità, ben venga, saremo più forti ed avremo più possibilità di ottenere un qualche risultato. Un comportamento, mi pare, da persona molto "coerente", tanto che nella letterina a Babbo Natale chiederò sì doni, non quello della "coerenza", di cui probabilmente necessitano altre persone. Non conoscendola, se lo desidera, potrà contattarmi per approfondire la tematica, mi farebbe senz'altro piacere. Paolo Barabino (capogruppo Pdl - La città per la città) LA CRISI/1 Chissà dove cercherà i soldi il professore! È facile essere profeta, anzi. Monti non può avere il timore di perdere il consenso elettorale facendo cassa spremendo ulteriormente le tasche agli italiani, aumentando Iva ed accise, reintroducendo Ici, ecc. È già senatore a vita e gli altri componenti del governo avranno avuto già una contropartita simile. Quindi l'ipotesi di riessere "eleggibile" rappresenta un pericolo soprattutto per la "politica tradizionale", che potrà così consolarci quando l'uomo cattivo sarà andato via, quella politica oggi coesa (salvo apparenti eccezioni) e genuflessa nel "tradizionale baciamano" all'uomo a cui hanno consegnato il potere decisionale. Mai consenso così ampio... Chissà dove andrà a cercare i "vaini" il professor Monti, riducendo la spesa quella della politica compresa, oppure aumentando la pressione fiscale in generale? Mah, nessuno è profeta in patria Emilio Paoletti (Guardistallo) LA CRISI/2 Bisogna ricreare subito le basi per lo sviluppo La crisi in corso ci ha messo tutti sullo stesso piano, quasi più nessuno oramai ha il posto di lavoro sicuro, dal quadro dirigente d'impresa, all'impiegato, all'operaio, al manovale, al bancario. Numerose imprese, negozi, centri commerciali, che chiudono; aziende che minacciano di spostare le loro produzioni all'estero, tante lo hanno già fatto. Nell'ultimo rilevamento dell'Istat, a settembre, è stato constatato che la produzione industriale è calata del 4,8% rispetto ad agosto e del 2,7 % su base annua, si tratta del "tendenziale" più negativo degli ultimi due anni. Non possiamo restare passivi di fronte a questi eventi. Il Pd deve fare la sua parte e lo deve fare con responsabilità. Il Pd deve parlare con voce forte e chiara che occorre, fin da subito, ricreare le condizioni di sviluppo per incentivare gli imprenditori a investire sul nostro territorio, ricreare occupazione per dare prospettive migliori ai giovani e alle donne e dare la possibilità di "rialzarsi" a tutte quelle fasce più colpite dalla gravità di questa crisi. Lo scenario che si prospetta è difficile e sarà difficile fare previsioni, sperando che il nuovo Governo attui tutte quelle manovre che ci consentano di sperare e di rialzare la testa. Gli enti locali devono reagire, uniti, ricostruendo dal basso una forma di governo che salvaguardi la coesione sociale, fortemente indebolita dal Governo Berlusconi. Sarà un autunno caldo, specialmente per una provincia come la nostra fortemente industrializzata. In queste condizioni occorre governare, i nostri territori, con una forte intesa istituzionale altrimenti la ripresa economica non sarà agevolata. Lo stato d'emergenza deve accelerare i processi innovativi, altrimenti condanneremo il livello di civiltà raggiunto nel novecento fuori dal perimetro del nuovo millennio.
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