Il Tirreno

Influenza: c'è meno paura In netto calo sul territorio la vendita del vaccino

Sono in calo sul territorio le vaccinazioni per l’infuenza
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Sono in calo sul territorio le vaccinazioni per l’infuenza

Da noi si calcola che metterà a letto tra 5-6mila persone Crece lo scetticismo sull'efficacia della prevenzione

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 CECINA. Influenza: in Valdicecina cala la vendita del vaccino. Passa la paura per l'epidemia di due anni fa, cresce lo scetticismo sull'efficacia, ma si tratta anche di un problema anche di bilanci familiari. Gli esperti parlano di un'epidemia influenzale "clemente". E' solo per intenderci: in Val di Cecina,tra Natale e Pasqua si alletteranno 5-7 mila persone. Non si prevedono virus particolarmente cattivi, il solito California H1N1 e i due australiani.  Quello che preoccupa di più gli esperti è il calo di vendite del vaccino (10-20%) rispetto allo scorso anno, percentuale simile sull'intero territorio nazionale. Ovviamente il discorso non riguarda la distribuzione gratuita da parte della Regione Toscana alle fasce di popolazione più a rischio.  Perché dunque la gente compra meno il vaccino?  Secondo il virologo dell'Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, sta passando la grande paura di due anni fa in vista dell'ipotizzata epidemia; cresce e non di poco un certo scetticismo sull'efficacia della profilassi: «Mi sono voluto vaccinare, ma l'ho presa lo stesso», è il commento più diffuso che si sente.  Non va però dimenticato anche il lato economico: una famiglia con giovani ed adulti, quindi fuori dalle fasce protette, deve fare un po' di conti, non disdegnando d'affidarsi alla clemenza del destino. Il vaccino si somministra con un'iniezione sottocutanea alla spalla.  Non esistono controindicazioni se non l'ipersensibilità al farmaco,salvo valutazione del curante.  Sul piano medico, Pregliasco ribadisce l'utilità a vaccinarsi soprattutto per evitare il diffondersi dell'infezione a livello di comunità come famiglia, scuola, fabbrica ed ufficio.  I disturbi saranno quelli classici quali febbre, malessere generale, dolori articolari diffusi. I casi invece di questi giorni sono dovuti ai virus parainfluenzali a localizzazione preferenziale per apparato respiratorio e gastroenterico. Se per stimolare questi ultimi è bastato l'alternarsi del clima, per sollecitare l'arrivo di quelli veri e propri s'aspetteranno diversi giorni di temperature particolarmente rigide.  Prevenire rimane però alla portata di tutti: non sostare a lungo in luoghi affollati, tenere libere le vie nasali, lavarsi spesso le mani,principale veicolo di trasmissione, aerare bene gli ambienti in cui si soggiorni, specie dove si dorma.  Temperatura non oltre i 22º e gradiente d'umidità intorno al 50%. Bere acqua in abbondanza per disintossicarsi, col freddo respirare attraverso il naso e bocca chiusa. Cibi più calorici rispetto all'estate, evitando le abbuffate.  Se poi qualcuno preferisse aumentare il rischio d' ammalarsi, magari pensando non sia disdicevole stare a letto, serviti e riveriti, faccia pure.  Meglio è però aver paura che toccarne.

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