Il Tirreno

L'infarto si curerà a Livorno

L'infarto si curerà a Livorno

Addio tappa intermedia a Cecina con la telerefertazione in ambulanza

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  CECINA. L'infarto si curerà a Livorno. Stop alle soste intermedie a Cecina per i casi gravi. Sulla cardiologia l'Asl annuncia il suo progetto, dopo il mare di polemiche. Ne parliamo col direttore generale Monica Calamai, il direttore amministrativo Luca Cei e il direttore sanitario Luca Lavazza.  Partiamo da una nota dolente, la riorganizzazione della cardiologia. Ci sono state tante critiche. Voi avete presentato un progetto per il monitoraggio dei pazienti. A che punto siamo?  «Due sono i passaggi. Uno è quello del cablaggio wifi dell'ospedale. L'altro, l'ing. Belardinelli ha contattato le ditte che forniscono i palmari per essere operativi a gennaio. Inoltre nei prossimi giorni partirà la nuova rete di telecardiologia territoriale che consiste nella dotazione dei mezzi di soccorso con medico nella bassa Val di Cecina, a Cecina e a Rosignano, di un elettrocardiografo defibrillatore che consentirà di trasmettere il tracciato del paziente direttamente dal domicilio con un accorciamento dei tempi diagnostici e di intervento».  Cosa significa?  «Questa novità avrà un grosso impatto sul trattamento dell'infarto. Avere una riduzione del tempo fra l'evento infartuale e l'intervento è fondamentale per approntare il trattamento idoneo, che può essere la trombolisi o l'emodinamica con la coronarografia e l'angioplastica. La nostra rete prevedeva che i pazienti avessero diagnosi all'interno degli ospedali per cui avendo un'emodinamica centralizzata ciò allungava i tempi in quanto il paziente si recava in ospedale, qui veniva diagnosticata la presenza di un infarto per cui si ordinava il ricovero presso la struttura di emodinamica con dei tempi inevitabilmente più lunghi. Ora invece, arrivata l'ambulanza a domicilio del paziente, è possibile inviare il tracciato nella sede dell'emodinamica dove il cardiologo, in tempo reale, dà indicazioni se fare o meno l'intervento o applicare la terapia trombolitica. Perché nel frattempo doteremo le ambulanze anche dei farmaci per fare la terapia.  Questo lo può fare anche il medico dell'ambulanza?  «Sì, lo può fare il medico dell'emergenza. E' un sistema adottato anche in altre Asl e che è chiaro implica una formazione dei nostri medici del 118. Un altro lavoro che stiamo facendo, che per ora non riguarda Cecina ma lo estenderemo presto, è la lettura dei tracciati cardiografici in rete».  Le associazioni di soccorso hanno messo in discussione l'accordo per i trasferimenti dei pazienti tra ospedali perché vengono fatti con l'utilizzo di un medico a scapito dei servizi di emergenza. Cosa farete?  «Si tratta di un accordo fatto ad agosto-settembre peraltro su indicazioni degli organismi sindacali. I trasporti di cui si parla sono principalmente quelli di pazienti che, invece di essere trasportati direttamente dal domicilio al luogo di cura, hanno una sosta a Cecina, o Piombino, e quindi dopo necessitano di un nuovo trasporto in urgenza perché è stata valutata dal cardiologo la necessità di andare subito in emodinamica. Ora questo problema, coi sistemi che stiamo introducendo, non ci sarà più perché avverrà direttamente il trasporto nella sede centrale. Stiamo facendo una verifica su quanti trasporti assistiti si stanno facendo e se sono appropriati».  Lei ha detto, stiamo valutando se è appropriato togliere un medico dal 118. Cosa intende la postazione di medico di ambulanza?  «No, guardi, non siamo così cattivi. Stiamo valutando se è opportuno togliere il medico per occuparlo nei trasporti assistiti. Già attualmente il medico del 118 quando è in stand by viene impiegato per altre partite come previsto dai protocolli regionali».  Ma non è che il medico oggi ha l'obbligo di portare il paziente a Cecina, cioè nel primo punto di cura?  «Vede, non essendoci la telerefetazione questo succede. Ma noi stiamo lavorando proprio sull'appropriatezza e la formazione. La legge dice il primo punto di cura, ma quello dove si può ricevere il trattamento più appropriato».  Deciderà sempre il medico?  «Sì ma la valutazione la farà il cardiologo che legge il tracciato in tempo reale. E' questo il salto di qualità che stiamo facendo».

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