Il Tirreno

Il tribunale perde un altro giudice

Alessandro De Gregorio
Il tribunale perde un altro giudice

Iadaresta verso Pisa, forse non verrà sostituita e Cardi resterà da solo

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CECINA. Il segnale non è affatto rassicurante, considerando il momento delicato che sta attraversando il tribunale cecinese e la battaglia che stanno conducendo avvocati e politici per evitarne la chiusura. L'ultima notizia è che la dottoressa Elsa Iadaresta se ne va. Cardi da solo? A settimane, forse a giorni. Verrà trasferita a Pisa, all'ufficio del gip-gup (giudici delle indagini preliminari e dell'udienza preliminare). Il guaio è che potrebbe non essere sostituita. Tutto il carico di lavoro in questo caso verrebbe assegnato al giudice Carlo Cardi, che ha preso servizio a Cecina da appena un mese e mezzo dopo aver lasciato il tribunale fallimentare. Un passo indietro. Se così fosse - e le voci di corridoio danno per assai probabile una soluzione del genere - gli uffici giudiziari di via Landi farebbero un grave passo indietro: tornerebbero a un solo giudice togato come al tempo della vecchia pretura di via Boccaccio. O come subito dopo la riforma del giudice unico del 1999, con la trasformazione delle preture in sezioni distaccate di tribunale. Anche a quel tempo il tribunale cecinese (stiamo parlando di penale) partì con un solo giudice ma sin dal marzo 2005 ha sempre potuto contare su una coppia di magistrati. Giudici sprint. E che coppia. Ottavio Mosti e Antonio Del Forno (supportati, non va dimenticato, da una cancelleria di grande efficienza e da un ottimo rapporto con gli avvocati) erano riusciti ad abbattere i tempi delle sentenze da quattro anni a sette mesi, trascinando la sezione di Cecina al secondo posto in Italia dopo Biella in termini di efficienza e celerità.  Poi Mosti si è trasferito ad Agrigento (settembre 2010), Del Forno è passato all'ufficio gip-gup (marzo 2011, ma ci sono processi che deve ancora concludere): Mosti quasi in concomitanza con l'arrivo della Iadaresta (marzo 2010), Del Forno un po' prima dell'ingresso di Cardi. Senza pace. Insomma, la coppia di magistrati di ruolo si era finalmente ricomposta. Il duplice avvicendamento aveva causato un inevitabile rallentamento dei ritmi, con i rinvii delle udienze passati in media da due-tre mesi a nove-dieci. Ma si stava già recuperando anche questo gap. Di colpo, dopo appena un mese e mezzo, tutto viene rimesso in discussione. E proprio ora che il tribunale di Cecina si ritrova per l'ennesima volta nel mirino dei «tagliatori». La minaccia dei tagli. Come si ricorderà, l'ultima manovra finanziaria ha previsto la soppressione di 650 uffici giudiziari (il 50% del totale) e del 72% delle sedi di giudice di pace collocate in sedi diverse da quelle circondariali. Cecina, pur essendo la sezione più brillante rispetto a Piombino e Portoferraio, paga come sempre la minore distanza con il capoluogo. Per scongiurare la sua scomparsa si sono mobilitati tutti. Gli avvocati hanno organizzato incontri, assemblee, hanno rilanciato l'allarme al recente dibattito sulla giustizia organizzato dal Pd. La mozione di Francesco Villani (avvocato e consigliere Pdl) sta facendo il giro con successo dei vari consigli comunali. C'è chi si tranquillizza con la caduta del governo Berlusconi, chi invece ricorda come Cecina abbia rischiato di scomparire anche durante governi di centrosinistra e chi sottolinea come più o meno lo stesso obiettivo sia previsto tra i cento punti emersi alla Leopolda, al Big Bang di Matteo Renzi. Andamento lento. E' vero che i numeri e altre considerazioni già fatte possono infondere relativo ottimismo, ma non c'è da star tranquilli. Soprattutto se, in questo scenario, Cecina dovesse restare con un solo magistrato. Il timore è proprio un inevitabile rallentamento dei ritmi. Ricordiamo che Cardi, oltre che a Cecina, dovrebbe continuare a svolgere a Livorno la triplice funzione di giudice monocratico, giudice del collegio e presidente della Corte d'assise. Senza contare che i casi di incompatibilità non potrebbero essere risolti dal solo got (giudice onorario di tribunale) Chiara Nardi.

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