La manifestazione
Nuovo ponte, strade colabrodo
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L’asfalto del nuovo ponte sul fiume Fine che sarà aperto probabilmente domaniTutto pronto per l'apertura del viadotto sul Fine. Ma intorno ci sono vie piene di buche e non adatte ad un traffico intenso
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ROSIGNANO. Bel ponte, belle rotatorie. Crediamo che tutti i cittadini che in questi giorni hanno visto le nuove costruzioni sul Fine siano d'accordo su questi aggettivi. Ma intorno al nuovo ponte cosa c'è? Strade vecchie, piene di buche e pericolose, come dimostrano i dati sugli incidenti e come affermavano ieri mattina alcuni dei cittadini che stavano osservando le ultime rifiniture degli operai prima dell'apertura. Salvo imprevisti, infatti, stamani il dirigente ai lavori pubblici Andrea Immorali dovrebbe recarsi nella sede dei vigili urbani per scrivere l'ordinanza che aprirà domani la nuova infrastruttura, dotate appunto di due rotatorie: una lato Polveroni, un'altra davanti all'ingresso della Solvay. Si dirà: ma il ponte andrà ad eliminare la storica criticità del guado. Certo. E noi aggiungiamo che con la bretella che costruirà la Sat sarà ancora più funzionale. «Ma il problema è che la strada che sale sul ponte, via per Rosignano - dicono gli abitanti - non è in grado di sopportare un volume di traffico superiore all'attuale: sia lato Polveroni che lato Morelline l'asfalto è stretto, pieno di buche e ha il problema dell'alta velocità». Insomma, servirà al più presto prevedere quegli interventi di adeguamento della via spesso annunciati dall'amministrazione comunale.
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