Proteste
«Ma il cinghiale è del Giardino»
Meini (Pro Loco) replica: Francalacci chieda scusa
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RIPARBELLA. E così a Riparbella scoppia la guerra del cinghiale. È il presidente della Pro Loco, Renzo Meini, a rispondere alle accuse lanciate dal consigliere della lista civica Giacomo Francalacci sulla sagra che l'associazione organizza da quarant'anni. «Francalacci deve chiedere scusa - tuona Meini - alla Pro loco e ai cittadini di Riparbella, per aver detto delle cose non vere e ingiustificate ed aver gettato discredito su una manifestazione che dà lustro a tutto il paese». L'appuntamento ha avuto una pre-apertura lo scorso weekend ed entra nel vivo domani, con un convegno, seguito dal classico spazio enogastronomico. Secondo Francalacci il cinghiale servito alla sagra non sarebbe autoctono, ossia maremmano, di quelli allevati nell'azienda del Giardino. Francalacci, nel suo atto d'accusa pubblicato mercoledì dal Tirreno, cita un dipendente del Giardino, Biancani, a conferma delle sue dichiarazioni. Il presidente della Pro Loco Renzo Meini non perde il suo stile pacato, ma contesta punto per punto le accuse. «Martedì mattina - dice - sono stati macellati ai Macelli pubblici di Cecina i cinghiali che abbiamo acquistato all'azienda del Giardino. Sono accuse che non hanno senso - aggiunge - e che mi amareggiano, perché colpiscono una manifestazione che dà lustro a Riparbella, organizzata da 40 anni dalla Pro Loco, unicamente per il bene del paese. Mi chiedo che senso abbia alzare un polverone inutile e senza nessun fondamento». Lo stesso dipendente dell'azienda Il Giardino dichiara di aver parlato con Francalacci sabato scorso e in quell'occasione di aver riferito di non aver ricevuto ancora gli ordini dalla Pro Loco. Ma la richiesta dei cinghiali è arrivata lunedì. E otto esemplari sono stati prelevati e macellati il giorno dopo. Meini replica punto per punto. «Per quanto riguarda la pre-sagra - dice - i cinghiali sono stati acquistati, su consiglio dell'azienda Il Giardino, da un'azienda di Montecatini Val di Cecina, che ha animali selezionati e sicuri. Ci siamo rivolti anche in passato a quest'azienda perché Il Giardino, avendo animali liberi che mangiano ghiande, non sempre può catturarli o ne ha a sufficienza. Ma non sono maremmani puri, perché il maremmano è allevato solo per la riproduzione e non viene venduto per la macellazione. Si informi Francalacci prima di parlare a sproposito e lanciare accuse a vanvera. Anche sulla Deco dice una cosa falsa: il registro delle denominazioni locali l'ha proposto la Pro Loco l'anno scorso, lanciandolo in un'assemblea nazionale dell'Unpli; il Comune di Riparbella lo andrà ad approvare in questi giorni. E a proposito del cinghiale ho chiesto la registrazione della ricetta locale firmata da "Pelo"». Meini respinge le accuse anche sulla festa organizzata la scorsa estate: «Il vino era tutto di Riparbella - sottolinea -; la Pro Loco è stata la prima associazione a siglare un accordo coi produttori riparbellini. Francalacci sbaglia anche in questo caso, si informi meglio: il vino di Certaldo ce l'ha regalato un fornitore di Livorno, pochi cartoni, che abbiamo usato in cucina. Sulle tavole tutto è locale».
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