Trasporti
Riparbella. Scoppia un caso in paese. Il consigliere di opposizione: «E i prodotti tipici?»
Se il cinghiale non è autoctono
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Un cinghiale maremmanoFrancalacci accusa la Pro Loco: «Per la sagra animali presi altrove»
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RIPARBELLA. La lista civica attacca la Pro Loco. A Riparbella c'è la sagra del cinghiale, dicono, ma il cinghiale non è di Riparbella. A lanciare la polemica è il consigliee di opposizione Giacomo Francalacci. Che accusa la Pro Loco di non utilizzare più prodotti del territorio nonostante la continua promozione (e lo sbandierare sul territorio) di denominazioni locali. «Molti turisti - - dice Francalacci - vengono a Riparbella per gustare i vini del territorio accostati al cinghiale cucinato con ricette tradizionali. Per questo il consiglio comunale, su istanza del neo assessore Francesca Fantini, si appresta ad istituire la De.Co, registro delle denominazioni comunali per le tipicità della zona, con lo scopo di tutelare e promuovere i prodotti enogastronomici, punto di forza per il piccolo Comune di Riparbella».
«Sarebbe ovvio pensare - continua Francalacci - che un'associazione come la Pro Loco si sforzi di promuovere i prodotti locali nelle diverse manifestazioni di cui è organizzatrice grazie alla convenzione firmata con il Comune, ma scopriamo che è solo una pia illusione. Dopo il vino di Certaldo servito quest'estate abbiamo scoperto che il cinghiale maremmano è stato escluso proprio dalla "Sagra del cinghiale", uno dei maggiori eventi che si svolgono a Riparbella. Durante una visita della commissione consiliare Territorio presso l'azienda demaniale "Il Giardino", vanto del Comune e unico allevamento toscano dove è sopravvissuto il cinghiale maremmano in purezza, abbiamo saputo dal responsabile, Luca Biancani, che quest'anno la Pro Loco non ha acquistato da loro i pregiati cinghiali.
Ci chiediamo quale sia lo spirito con cui è gestita la Pro Loco e cosa faccia l'attuale amministrazione comunale per rispettare gli impegni annunciati ai suoi cittadini. Speriamo infine che non si risponda che il cinghiale è ungherese, dunque comunitario e quindi lecito!».
«Sarebbe ovvio pensare - continua Francalacci - che un'associazione come la Pro Loco si sforzi di promuovere i prodotti locali nelle diverse manifestazioni di cui è organizzatrice grazie alla convenzione firmata con il Comune, ma scopriamo che è solo una pia illusione. Dopo il vino di Certaldo servito quest'estate abbiamo scoperto che il cinghiale maremmano è stato escluso proprio dalla "Sagra del cinghiale", uno dei maggiori eventi che si svolgono a Riparbella. Durante una visita della commissione consiliare Territorio presso l'azienda demaniale "Il Giardino", vanto del Comune e unico allevamento toscano dove è sopravvissuto il cinghiale maremmano in purezza, abbiamo saputo dal responsabile, Luca Biancani, che quest'anno la Pro Loco non ha acquistato da loro i pregiati cinghiali.
Ci chiediamo quale sia lo spirito con cui è gestita la Pro Loco e cosa faccia l'attuale amministrazione comunale per rispettare gli impegni annunciati ai suoi cittadini. Speriamo infine che non si risponda che il cinghiale è ungherese, dunque comunitario e quindi lecito!».
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